Immobile saluta il calcio: oggi chiude, domani pensa alla panchina
A 36 anni l’ex bomber della Lazio ha scelto di fermarsi dopo una stagione difficile, senza escludere un futuro da commissario tecnico tra dieci anni.
Il futuro di Ciro Immobile potrebbe comunque restare legato al calcio. L’ex attaccante, che a 36 anni ha deciso di chiudere la carriera dopo l’ultima annata vissuta tra Bologna e Paris FC, guarda già alla possibilità di sedersi un giorno su una panchina. Prima, però, ha scelto di congedarsi dal campo dopo aver vestito le maglie di Juventus, Pescara, Genoa, Torino, Borussia Dortmund, Siviglia e soprattutto Lazio.
La decisione maturata nell’ultima stagione
A spingerlo verso il ritiro non è stato soltanto il rendimento più difficile dei mesi recenti. Immobile ha spiegato che anche la consapevolezza di non voler lasciare un’immagine sbiadita ha avuto il suo peso: «Quando una Rolls Royce non corre più come prima devi arrenderti». Il riferimento è alle prestazioni che, a suo giudizio, riuscivano soltanto in parte rispetto al passato.
L’attaccante ha descritto lo stop come una forma di rispetto, sia nei confronti di se stesso sia verso chi lo ha seguito negli anni. Il bilancio resta quello di un calciatore convinto di aver dato e ricevuto molto dal mondo del pallone, al punto da considerare inevitabile il momento dell’addio.
Il legame con Lazio e Inzaghi
La separazione dalla Lazio è stata il passaggio più doloroso. Immobile ha raccontato di aver percepito che il club lo stava accompagnando verso l’uscita, ma ha anche sostenuto di aver scelto lui il momento di chiudere, evitando così ulteriori difficoltà. Con Claudio Lotito, ha aggiunto, il rapporto sarebbe rimasto simile a quello tra un padre e un figlio, rendendo il distacco ancora più complesso.
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Tra gli allenatori incontrati, il ricordo più forte è quello di Simone Inzaghi. Immobile lo ha indicato come la persona che gli ha lasciato di più, non soltanto sul piano sportivo: «Dal punto di vista umano è unico». I due hanno mantenuto un rapporto anche fuori dal campo, coinvolgendo le rispettive famiglie.
Il sogno della panchina azzurra
Parlando della Nazionale, Immobile ha promosso la scelta di affidarsi a Mancini, apprezzandone la capacità di costruire un gruppo e di coinvolgere tutti i giocatori senza appesantirli. Secondo l’ex centravanti, all’Europeo fu determinante anche la presenza di molti calciatori abituati a essere capitani nei rispettivi club.
L’ipotesi di diventare commissario tecnico, tuttavia, non è un progetto immediato. Immobile ha ammesso che gli piacerebbe provarci tra dieci anni, consapevole di avere ancora un percorso da completare prima di intraprendere quella strada.
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