Hutchinson, la sfida al Milan: «Voglio mostrare il mio valore
L’esterno anglo-giamaicano racconta il lavoro a Milanello, il rapporto con Ruben Amorim e l’obiettivo di ritagliarsi più spazio in rossonero.
La lunga pausa per gli impegni delle Nazionali ha offerto a Omari Hutchinson l’occasione di allenarsi con continuità a Milanello. L’esterno anglo-giamaicano, arrivato dal Nottingham Forest negli ultimi giorni di mercato, non ha ancora trovato molto spazio: per lui ci sono stati pochi minuti contro la Lazio e un tempo da titolare con il Benfica in Europa League.
La sosta diventa la sua occasione
Hutchinson ha scelto di restare al centro sportivo del Milan per lavorare sotto la guida di Ruben Amorim. Il periodo senza partite, secondo il giocatore, gli ha permesso di concentrarsi sulla preparazione e di avvicinarsi alle richieste dell’allenatore portoghese.
«Avevo bisogno di un periodo così. Mi sto allenando duramente e voglio dimostrare quello di cui sono capace», ha spiegato il fantasista. La concorrenza e il minutaggio ridotto non sembrano averne intaccato la fiducia: il suo obiettivo è convincere lo staff attraverso il lavoro quotidiano.
Il rapporto con Amorim comprende anche un episodio legato al passato. Quando il tecnico era alla guida dello Sporting, Hutchinson gli segnò il primo gol con la maglia dell’Ipswich Town. Un ricordo particolare che i due hanno poi rievocato scherzando prima del trasferimento a Milano.
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Un nuovo calcio e un’identità precisa
L’impatto con l’ambiente rossonero è stato positivo. «Fin dall’inizio è stato fantastico, mi sto divertendo qui e sto lavorando molto duramente», ha raccontato Hutchinson, sottolineando l’entusiasmo con cui sta vivendo la nuova esperienza.
Il confronto con il calcio inglese, però, richiede ancora tempo. Il giocatore ha osservato che in Italia l’aspetto tattico ha un peso maggiore rispetto alla Premier League, senza azzardare valutazioni definitive sul rendimento nei due campionati.
Hutchinson ha poi spiegato l’origine del soprannome “The Wizard”, cioè “Il Mago”. Non si tratta soltanto di un riferimento alle sue giocate: il calciatore lo ha scelto perché vuole superare la semplice identità personale e diventare la versione migliore di se stesso. Ora dovrà trasformare questa ambizione in spazio e prestazioni con il Milan.
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