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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Addio a Ennio Vitanza: la voce Rai che portò il calcio nelle case

Il giornalista aveva 92 anni ed era stato tra i protagonisti di programmi storici come Domenica Sprint, La Domenica Sportiva e 90° minuto.

Prima delle trasmissioni in diretta e della televisione a pagamento, milioni di italiani aspettavano i racconti della Rai per rivivere le partite appena concluse. Tra le voci che resero possibile quel rituale c’era Ennio Vitanza, scomparso a 92 anni a Milano il 5 ottobre 2026.

La notizia è stata resa pubblica dal giornalista Francesco Ordine attraverso X. Nel suo messaggio ha ricordato Vitanza come una presenza storica dell’emittente, sottolineandone il rigore professionale e la competenza.


L’addio alla storica voce Rai

Vitanza aveva lavorato per decenni nei programmi sportivi più seguiti della televisione pubblica. Il suo percorso lo aveva portato a partecipare a Domenica Sprint, La Domenica Sportiva e 90° minuto, trasmissioni diventate punti di riferimento per gli appassionati di calcio.

Ordine ha scritto che il collega si è spento a Milano all’età di 92 anni, ricordandolo come un volto storico di Domenica Sprint. Nel messaggio di cordoglio ha aggiunto: «Ricordarlo è un dovere. Che la terra gli sia lieve».


Quando la Rai raccontava le partite

Nel periodo in cui le gare non erano normalmente disponibili in diretta, i servizi televisivi rappresentavano il principale modo per conoscere azioni e risultati. Vitanza contribuiva a portare quelle immagini e quei resoconti nelle abitazioni degli italiani, diventando una figura riconoscibile per il pubblico.

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A 90° minuto faceva parte della squadra guidata da Paolo Valenti. Insieme a lui lavoravano giornalisti come Gianni Vasino, Beppe Barletti, Cesare Castellotti, Tonino Carino e Luigi Necco, nomi legati alla stagione più popolare del calcio raccontato dalla Rai.


Il ruolo in Domenica Sprint

Su Raidue, Vitanza era spesso al centro dello studio di Domenica Sprint. Il programma accompagnava gli spettatori dalla conclusione del pomeriggio verso la prima serata, raccogliendo commenti, risultati e aggiornamenti sul campionato.

La sua carriera si è così intrecciata con una fase decisiva della televisione sportiva italiana. Per diverse generazioni, il suo lavoro ha contribuito a trasformare il racconto delle partite in un appuntamento familiare, molto prima dell’arrivo delle trasmissioni calcistiche disponibili in ogni momento.

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