Hojlund, il Napoli lo serve poco: i numeri che spiegano il guaio
Il danese vede pochissimi palloni giocabili in area e, allo stesso tempo, la sua storia realizzativa ricorda che il peso non può ricadere tutto sugli uomini alle sue spalle.
Il punto non è scaricare su Rasmus Hojlund tutta la fatica offensiva del Napoli: il danese incide poco anche perché la squadra lo mette raramente nelle condizioni di colpire vicino alla porta. In questo avvio complicato, la produzione offensiva degli azzurri resta troppo bassa per chiedere alla punta di risolvere da sola.
I numeri che pesano sull'attacco
I dati raccontano bene la difficoltà. Secondo Opta, in Serie A Hojlund riceve un pallone giocato nell'area avversaria ogni 26 minuti: 14 tocchi in area in 363 minuti complessivi. Tra gli attaccanti centrali con almeno 350 minuti sul campo, solo Paul Mendy del Cagliari fa peggio, con una media di uno ogni 33 minuti.
Anche il resto della squadra conferma il quadro: dopo 5 giornate, il migliore del Napoli per expected goals è Anguissa, soltanto 25esimo nella graduatoria generale. È un segnale di produzione insufficiente, non limitato al centravanti ma esteso all'intero reparto offensivo.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Hojlund e il suo storico realizzativo
C'è poi il profilo del giocatore. Hojlund, l'anno scorso, ha segnato 12 reti in campionato, il suo record personale. In carriera è arrivato in doppia cifra in una sola altra occasione: nella sua prima stagione con lo United, quando firmò 10 gol in Premier League. Nelle annate successive si è fermato a 4, mentre prima dell'esperienza inglese, con l'Atalanta, aveva chiuso a 9 in Serie A.
Il danese è del 2003 e ha ancora margini di crescita, ma il suo passato dice anche che non basta aspettarsi da lui numeri da finalizzatore assoluto. Per questo, tra Napoli e Allegri, servirà un lavoro collettivo per interrompere la siccità di gol.
Continua a leggere
Un gol per la nonna: la dedica speciale di Pio Esposito in azzurro
L’attaccante dell’Inter ha raccontato alla Rai l’emozione del gol con l’Italia, il rapporto con Sebastiano e il percorso di crescita nel club nerazzurro.
Neto alla Juventus: la mossa di Spalletti per dare più garanzie in porta
Il portiere brasiliano ha accettato il ruolo di vice dopo il contatto diretto con l’allenatore, pronto a mettere esperienza e disponibilità al servizio del gruppo.
Kayode segna, Esposito sorprende: l’Italia ritrova la rotta
A Bursa gli azzurri battono 4-1 la Turchia e si rialzano dopo il passo falso contro il Belgio, grazie a una prova convincente e a diversi giovani protagonisti.
Pio Esposito, il gol ha un destinatario speciale: «Pensavo a mia nonna
Dopo il successo dell’Italia in Turchia, l’attaccante ha raccontato l’emozione per la rete e il feeling in campo con Seba