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Sport 3 min di lettura14 ore fa

Germania, il ko che fa paura: la crisi non è solo di Klopp

La battuta d’arresto contro la Grecia riaccende i dubbi sul ricambio tedesco, mentre il nuovo ct prova a costruire la squadra attraverso numerosi esperimenti

Il dato che colpisce non riguarda soltanto il risultato di Augusta: la Grecia può contare su una generazione di giocatori capaci di imporsi nei principali campionati europei e su 8 elementi provenienti dalla Super League. Per la Germania, invece, il problema sembra essere la difficoltà nel trovare calciatori in grado di cambiare le partite.


Schweinsteiger vede una Germania ridimensionata

Bastian Schweinsteiger, campione del mondo nel 2014 e finalista a Euro 2008, ha messo in discussione lo status internazionale della Mannschaft. “Non siamo più una squadra di vertice. In questo momento, siamo solo una squadra media. Non abbiamo più giocatori che fanno la differenza”, ha spiegato, indicando Karetsas, Tzolis e Pavlidis come esempi della qualità oggi espressa dalla nazionale ellenica.

L’ex centrocampista ha anche auspicato che Jürgen Klopp riesca a dare alla Germania un’identità coerente con le sue idee di gioco. Il confronto con la Grecia, dal suo punto di vista, non fotografa soltanto una serata negativa: evidenzia una crisi generazionale che il calcio tedesco si trascina ormai da anni.


Kimmich ammette il momento difficile

Tra i giocatori coinvolti nella prima parte del lavoro c’era Joshua Kimmich, destinato però a lasciare il gruppo per consentire l’ingresso del secondo blocco di convocati. Il centrocampista del Bayern Monaco, autore di una prestazione deludente contro la Grecia, tornerà in Baviera nelle prossime ore.

“È difficile andarsene. Avrei voluto restare, ma capisco anche che l’allenatore voglia conoscere alcuni degli altri ragazzi”, ha detto Kimmich. Sulle parole di Schweinsteiger si è mostrato d’accordo e ha riconosciuto che la Germania, oggi, è ancora lontana dal livello delle nazionali di vertice.


Il nuovo corso passa dagli esperimenti

La rotazione era stata programmata fin dall’inizio: Klopp ha convocato 44 calciatori per ampliare le proprie valutazioni in una fase nella quale il tempo a disposizione è limitato. Per i prossimi impegni saranno utilizzati Atubolu, Urbig e Dahmen tra i portieri; Thiaw, Treu, Anton, Baku, Jeltsch, Raum, Mittelstadt e Schlotterbeck in difesa.

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A centrocampo figurano Pavlovic, Baur, Bischof, Conté, El Mala, Engelhardt, Karl, Wirtz e Schernant, mentre il reparto offensivo sarà composto da Woltemade, Burkardt e Gnabry. La scelta di alternare i gruppi non è stata accolta senza riserve, ma serve a individuare rapidamente i giocatori più adatti al progetto del nuovo commissario tecnico.


Una partenza mai così complicata

Il pareggio con l’Olanda e la successiva sconfitta per 1-0 contro la Grecia hanno lasciato alla Germania un solo punto nelle prime due gare di Nations League. Il risultato di Augusta è stato deciso dal gol di Kourbelis, nato da una palla persa da Kimmich e favorito anche dalla deviazione di un giocatore del Bayern Monaco.

Per un allenatore della Germania si tratta della peggior partenza di sempre. La squadra è già a 5 punti dalle capolista Olanda e Grecia e la gara di giovedì contro la Serbia può diventare determinante per il passaggio ai quarti di finale.


Il confronto con la Grecia pesa

La stampa tedesca ha criticato Klopp dopo il bottino iniziale, pur considerando la Nations League un’occasione utile per provare numerosi giovani. Il rendimento nella competizione avrà comunque effetti anche sul cammino verso l’Europeo del 2028, oltre a incidere sul ranking e sul prestigio internazionale.

La Germania arriva a questo passaggio dopo due eliminazioni consecutive nella fase a gironi dei Mondiali, nel 2018 e nel 2022, e dopo l’uscita contro il Paraguay ai sedicesimi di finale in estate. La Grecia, al contrario, sta attraversando una fase particolarmente produttiva sul piano dei talenti: Karetsas e l’infortunato Konstantelias giocano nel Borussia Dortmund, mentre Pavlidis e Masouras hanno avuto esperienze in Bundesliga. Tzolis è invece indicato come una delle nuove stelle dell’Arsenal, mentre altri elementi sono approdati nei campionati di Italia, Inghilterra, Spagna e Portogallo.

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