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Sport 2 min di lettura3 ore fa

Due assist e un cognome pesante: il nuovo Lavezzi si prende la scena

Tomas Lavezzi ha cambiato la partita contro l’Atlético Tucumán servendo due passaggi decisivi, mentre il padre Ezequiel continua a guardare con attenzione il suo percorso.

Tomas Lavezzi ha impiegato appena un tempo per lasciare il segno. Entrato all’intervallo, il figlio del Pocho ha fornito due assist a Nicolás Orsini nella rimonta del Barracas Central, vittorioso per 3-2 sul campo dell’Atlético Tucumán nell’11ª giornata del torneo di Clausura.


Il cambio che ha acceso la partita

Il 21enne, classe 2005, è entrato al 46’ e ha contribuito in modo determinante al successo del Barracas Central. Le altre reti della squadra sono state realizzate da Taborda e dallo stesso Orsini, autore della doppietta completata al 93’, quando è arrivato il gol decisivo.

Per Tomas si è trattato dei primi due assist registrati con la formazione argentina. Il suo ingresso ha dato maggiore vivacità alla manovra offensiva e gli ha permesso di incidere subito in una gara rimasta aperta fino agli ultimi istanti.


Il talento che ricorda il Pocho

Il confronto con Ezequiel Lavezzi nasce soprattutto dall’aspetto e dal modo di stare in campo. Corporatura, capelli, velocità, dribbling e capacità di servire i compagni hanno alimentato il paragone con l’ex attaccante del Napoli e della nazionale argentina.

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Anche il ruolo presenta diverse analogie: Tomas agisce da esterno offensivo, ma può essere utilizzato sia in un tridente sia sulla fascia in un 4-4-2. Il suo percorso è iniziato nell’Unión de Santa Fe e, con la presenza contro l’Atlético Tucumán, ha raggiunto quota 14 gare disputate con il Barracas Central, attualmente ottavo nel Gruppo B della Liga Profesional.


Le parole del padre restano centrali

Il rendimento del figlio arriva in una fase particolarmente delicata per Ezequiel, che in una recente intervista ha parlato anche della propria malattia e del rapporto con Tomas. Ricordando quel periodo difficile, il Pocho ha spiegato: «Mi sono detto che non potevo rovinare la vita a mio figlio».

La crescita calcistica del Pochito si intreccia così con una vicenda familiare segnata dall’affetto e dalla voglia di proteggersi a vicenda. Ora, dopo la prima gara da protagonista, Tomas prova a costruire il proprio cammino nel calcio senza rinunciare al peso di un cognome già entrato nella storia.

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