Donnarumma rilancia l’Italia: il messaggio su Mancini e la promessa al Belgio
Il capitano azzurro riapre il capitolo Mancini alla vigilia della Nations League e punta su giovani, gruppo ed entusiasmo per riportare l’Italia ai livelli che rivendica.
Per Gianluigi Donnarumma la ricetta passa da responsabilità e nuovi innesti: il portiere vede nella vecchia guardia un sostegno utile ai più giovani e considera un privilegio indossare la maglia della Nazionale. Nell’immediato, però, l’attenzione è tutta sul Belgio e su una squadra che vuole ritrovare energia e continuità.
Il capitano spinge sul gruppo azzurro
Nella conferenza della vigilia della sfida di Nations League, il capitano azzurro ha insistito sull’idea di una squadra compatta, dove i veterani aiutino i talenti emergenti a inserirsi. Secondo Donnarumma, il gruppo ha già elementi forti e può crescere proprio grazie alla collaborazione tra esperienza e freschezza.
Ha definito un onore rappresentare l’Italia e ha spiegato che chi ha più partite alle spalle deve dare una mano a chi sta arrivando adesso. L’obiettivo, nelle sue parole, è costruire insieme un blocco solido e pieno di energia.
Mancini resta un riferimento
Il nome di Roberto Mancini, intanto, continua a occupare un posto speciale nel suo racconto. Donnarumma ha chiarito che il contatto con il presidente della Figc, legato alla scelta dell’allora nuovo ct, era un fatto personale, ma ha anche confermato la propria soddisfazione per quella decisione.
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Il portiere ha spiegato di essersi congratulato con il presidente perché il rapporto con Mancini, ha detto, è segnato da un affetto profondo, alimentato sia dai traguardi raggiunti sia dalle esperienze condivise. Di quella parentesi resta un ricordo forte, che Donnarumma non ha nascosto di considerare positivo.
Il richiamo all’Europeo e la nuova sfida
Ripensando al lavoro fatto con Mancini, Donnarumma ha ricordato i risultati ottenuti, a partire dall’Europeo vinto. Per lui quella squadra ha scritto una pagina storica e l’augurio è di potersi ripetere, anche se con un percorso diverso e nuove pressioni.
Tra i passaggi più netti c’è anche il riferimento a quanto accaduto dopo la Bosnia, che per il capitano ha significato un’estate lunga e complessa. Da lì, però, arriva la spinta a ripartire: riportare l’Italia nel posto che, secondo lui, le spetta.
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