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Sport 5 min di lettura1 ora fa

Dai leoni a Mourinho: il viaggio senza confini di Annese

Il tecnico pugliese, oggi alla guida della Guinea Equatoriale, ha allenato in quattro continenti tra imprese, rischi e incontri fuori dal comune.

Un libro per raccogliere una carriera costruita lontano dai percorsi convenzionali. Vincenzo Alberto Annese ha affidato a “L'allenatore del mondo” (Feltrinelli) il racconto di un'esperienza professionale che lo ha portato a conoscere Paesi, culture e modi diversi di vivere il calcio.

Oggi il tecnico pugliese è a Malabo, commissario tecnico della Guinea Equatoriale. La nuova sfida lo mette davanti a giocatori di rilievo, tra cui Coco del Torino, e aggiunge un altro capitolo a un itinerario sviluppato in quattro continenti.


Un libro nato dalla valigia

Nel volume Annese ripercorre il rapporto tra il pallone e i luoghi attraversati durante la sua carriera. Il progetto nasce anche dal desiderio di trasformare in racconto le esperienze maturate dopo un percorso da calciatore interrotto dagli infortuni.

Nato a Bisceglie il 22 settembre 1984, l'allenatore ha iniziato giocando nella Primavera del Venezia e poi a Martina Franca. A 22 anni ha scelto di cambiare strada, si è iscritto all'università e ha conseguito la laurea in Scienze motorie, muovendo i primi passi nello staff tecnico come preparatore atletico e assistente.


La Guinea apre un nuovo capitolo

La panchina della Guinea Equatoriale rappresenta l'attuale approdo di un percorso cominciato quasi quindici anni fa. Annese spiega di voler continuare a crescere insieme a una nazionale che, secondo le sue parole, ha ambizione e voglia di migliorare.

Prima di arrivare in Africa centrale, il tecnico ha lavorato in Paesi Baltici, Armenia, Cina, Ghana, Palestina, Indonesia, Kosovo, Belize, India, Nepal, Afghanistan e Burkina Faso. Una sequenza di incarichi che lo ha reso un allenatore abituato a contesti profondamente diversi tra loro.


Dall'Italia ai primi incarichi

L'esperienza italiana è passata dalle giovanili della Fidelis Andria e dal Foggia. Annese cercava una possibilità da primo allenatore, ma ha raccontato quanto fosse difficile ottenerla in Italia; oggi, osservando i cambiamenti del sistema, ritiene che forse non sarebbe stato indispensabile partire per l'estero.

La svolta è maturata in Lituania. Nel 2014, dopo l'incontro con Giuseppe Greco durante una cerimonia, ha accettato di entrare nello staff dell'Alytus Dainava. In seguito è approdato al Saldus, in Lettonia, e al Paide, in Estonia, dove ha contribuito alla permanenza nella categoria. Il passaggio successivo è stato in Armenia, alla guida delle selezioni Under 17 e Under 19.

La Cina gli ha offerto un incarico legato alla formazione degli allenatori nel periodo di forte espansione del calcio locale. Nike aveva creato alcune accademie e Annese vi ha lavorato come mentore per otto mesi.


Ghana e Palestina, tra vittorie e incontri

Nel 2016 il tecnico ha accettato la proposta del Beckhem United, in Ghana. Con il club ha conquistato la Coppa e ottenuto i primi successi considerati davvero significativi nella sua carriera.

Da quell'esperienza è nato anche uno dei ricordi più insoliti. Dopo una vittoria per 1-0, il suo staff lo ha condotto vicino a tre cuccioli di leone, animali che Annese ha sempre amato. Gli era stato persino prospettato di riceverli in regalo, ma l'allenatore ha fatto notare quanto sarebbe stato difficile occuparsene.

In Palestina ha poi guidato l'Ahli Al-Khalil, vincendo la Coppa nazionale e perdendo la Supercoppa. Durante quel periodo ha visitato anche Gaza e ha descritto la popolazione palestinese come molto colta, accogliente e capace di sostenere la squadra con grande partecipazione.

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In Indonesia l'accoglienza era totale

Con il Semarang, sull'isola di Giava, Annese si è trovato in un ambiente dove il calcio aveva un peso enorme nella vita quotidiana. Dopo una gara esterna, la squadra è rimasta nello stadio per un giorno intero per ragioni di sicurezza, mentre agli allenamenti si presentavano migliaia di tifosi.

L'attenzione nei suoi confronti era tale da rendere complicati anche gli spostamenti ordinari. L'allenatore ha ricordato di essersi sentito paragonabile a Mourinho per popolarità e di essere stato inserito tra i candidati alla guida della nazionale indonesiana, incarico poi assegnato scegliendo da una rosa che comprendeva anche Gullit.

Il capitolo seguente si è aperto in Kosovo, al Liria. Annese ha ricostruito la rosa con giocatori provenienti da diversi Paesi e ha organizzato la preparazione a Durazzo. Dopo una vittoria, una sconfitta e un pareggio nelle prime gare, il cambio ai vertici della Federazione ha portato al suo esonero; quella squadra è poi retrocessa.


Dal paradiso del Belize ai titoli indiani

Un intermediario dell'America Centrale gli ha fatto conoscere la possibilità di lavorare con una nazionale del Belize. L'ambiente, affacciato sul Mar dei Caraibi, gli ha lasciato il ricordo più piacevole: al termine degli allenamenti arrivavano la spiaggia, il mare e una quotidianità priva della pressione abituale.

Per mantenere alta la concentrazione, Annese racconta di aver dovuto costruire da solo una parte della tensione agonistica. Dopo le partite, lui e i giocatori si immergevano in acqua, spesso circondati da piccoli squali, trasformando quei bagni in una sorta di recupero fisico naturale.

La pandemia ha interrotto quell'avventura e fermato anche il calcio. L'allenatore ha quindi scelto di trasferirsi in India, dove con il Gokulam Kerala ha conquistato il campionato per due stagioni consecutive e ha raggiunto la Coppa d'Asia dopo una serie di risultati da record.

La società disponeva di risorse importanti e il presidente era il produttore cinematografico Gokulam Gopalan. Annese ha sottolineato il rispetto ricevuto dai calciatori, molto attenti alle sue indicazioni. In seguito ha preso il posto sulla panchina del NorthEast United durante la stagione, senza però ottenere gli stessi risultati.


Nepal, Everest e l'ultima svolta

Nel 2023 è arrivata la nomina alla guida del Nepal. Durante i due anni e mezzo trascorsi con la nazionale, Annese ha cercato giocatori in tutto il Paese e ha convocato anche Mani Kumar Lama, capitano della selezione di calcio a 5, accompagnandolo nel passaggio al calcio a undici.

Il rapporto con il gruppo si è rafforzato anche fuori dal campo. Il tecnico ha raggiunto la fascia intermedia del Monte Everest insieme ai suoi collaboratori e ha ricordato di essere stato l'unico commissario tecnico, negli ultimi vent'anni, a restare per due anni sulla panchina nepalese.

L'esperienza in Afghanistan è durata pochi mesi. Subito dopo è arrivata la chiamata del Burkina Faso, che gli ha affidato la squadra durante la Coppa d'Africa. In quella rosa ha allenato giocatori come Tapsoba, oggi al Leverkusen, e Dango Ouattara, attaccante del Brentford.

La collaborazione con il Burkina Faso si è conclusa per motivi diversi, ma senza una rottura personale. Annese ha considerato quell'incarico un passaggio utile per confrontarsi con atleti di livello più alto e per alzare ulteriormente le proprie ambizioni professionali.

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