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Sport 2 min di lettura4 giorni fa

City sotto accusa: Pinto evoca Guardiola e il verdetto scuote la Premier

Il Manchester City può appellarsi entro 14 giorni dopo la decisione dei giudici indipendenti, mentre Londra chiede tempi rapidi e Rui Pinto rivendica il ruolo di Football Leaks.

Rui Pinto considera la decisione sul Manchester City una consacrazione del lavoro svolto con Football Leaks. «Una decisione storica per il calcio inglese», ha affermato l’hacker portoghese, sostenendo che le presunte manipolazioni finanziarie del club abbiano messo in discussione l’integrità della competizione.

Nel commentare gli sviluppi, Pinto ha richiamato anche una frase pronunciata da Pep Guardiola alla sua prima conferenza da allenatore del City: «Allacciate le cinture di sicurezza».


Pinto, dalle fughe di dati alla protezione

Nel 2015 Rui Pinto creò Football Leaks, piattaforma attraverso cui furono diffusi documenti riservati legati al calcio internazionale. Il materiale venne esaminato anche da giornalisti di Der Spiegel e contribuì a portare alla luce sospette anomalie finanziarie riguardanti il Manchester City e altri episodi controversi.

La vicenda personale del portoghese ha poi attraversato una fase giudiziaria complessa. Arrestato in Ungheria nel 2019, Pinto ha ricevuto una condanna a quattro anni, con pena sospesa, per tentata estorsione e reati informatici; in seguito ha collaborato con diverse indagini europee ed è stato inserito in un programma di protezione.


Il City può ancora impugnare il verdetto

Secondo quanto emerso nel procedimento, tre giudici indipendenti avrebbero riconosciuto il Manchester City responsabile di 114 violazioni delle norme economiche della Premier League. Il club dispone ora di 14 giorni per presentare ricorso, mentre l’iter si è svolto a porte chiuse.

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L’esito potrebbe produrre effetti anche oltre la sfera sportiva: club e calciatori potrebbero valutare richieste di risarcimento, con possibili ripercussioni sugli assetti economici e istituzionali del calcio inglese. Pinto ha descritto l’impatto atteso come potenzialmente «devastante», sostenendo che le regole sarebbero state ridotte a una formalità.


Londra chiede una soluzione rapida

La ministra britannica per la Cultura e lo Sport, Lisa Nandy, ha sollecitato una conclusione in tempi brevi. «Bisogna arrivare a una conclusione veloce per ripristinare la fiducia nel calcio», ha dichiarato, riconoscendo alla Premier League il diritto di autogovernarsi ma ricordando che le disposizioni devono valere per tutti.

La posizione del governo britannico si inserisce in un caso capace di mettere alla prova la credibilità del sistema di controllo del campionato. La decisione non è ancora definitiva: il possibile ricorso del City sarà il prossimo passaggio formale della disputa.

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