Cisse trascina il Milan: poker al Salisburgo e tripletta decisiva
I rossoneri conquistano la seconda vittoria nella fase campionato di Europa League grazie alla prestazione da protagonista di Cisse.
Il Milan supera 4-0 il Salisburgo nella seconda giornata della fase campionato di Europa League. Il risultato porta soprattutto la firma di Cisse, autore di una tripletta, in una serata che consegna ai rossoneri un successo netto.
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Cisse firma una serata da protagonista
Il giovane attaccante ha realizzato tre delle quattro reti del Milan, risultando il principale protagonista del confronto con la formazione austriaca. Il poker permette alla squadra di Amorim di raccogliere un altro risultato importante nel percorso europeo.
La gara era stata preceduta da una vigilia caratterizzata dalle domande sull’allenatore e sulle pressioni legate alle ultime critiche. In campo, però, il Milan ha risposto con una prestazione concreta, chiudendo la sfida con quattro gol di margine.
Amorim guarda soltanto alla squadra
Alla vigilia, Ruben Amorim aveva provato a tenere lontane le discussioni esterne, comprese quelle successive alla partita contro il Sassuolo. Il tecnico aveva spiegato di non aver colto segnali anomali nei contatti con Gerry Cardinale, ricondotti alla normale programmazione della prossima stagione e del ritiro estivo.
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“Le critiche sono normali nei top club”, aveva detto Amorim, sottolineando i progressi individuati nel gioco della squadra: maggiore controllo delle partite, più pressione e una produzione offensiva in crescita. L’allenatore aveva inoltre annunciato la possibilità di ricorrere alle rotazioni e indicato Camarda tra i giocatori pronti a trovare spazio.
Le scelte annunciate alla vigilia
Amorim aveva anticipato l’impiego di Pavlovic, ex calciatore del Salisburgo, dal quale aveva raccolto informazioni sull’ambiente e sugli avversari. Il tecnico aveva descritto la formazione austriaca come una squadra dotata di velocità e qualità, abituata a competere per vincere.
Anche il confronto con il riferimento culturale di Salisburgo, Mozart, aveva offerto ad Amorim l’occasione per ridimensionare il paragone con i grandi maestri del calcio. “Io non sono Mozart, sono ben lontano da quello”, aveva risposto, ribadendo di mettere al primo posto l’impegno dei giocatori al servizio della squadra.
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