Camarda resta fermo: perché Ambrosini chiede al Milan di cambiare rotta
L’ex capitano rossonero critica la gestione del giovane attaccante, mentre Behrami individua nel contratto e nelle difficoltà di mercato un ostacolo alle possibili cessioni
Il rendimento del Milan in Serie A procede senza rallentamenti, ma la crescita di Francesco Camarda resta un tema aperto. Anche a Udine l’attaccante italiano ha ricevuto soltanto pochi minuti nel finale, confermando una presenza sempre più marginale nelle scelte di Amorim.
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Ambrosini vede un talento bloccato
Massimo Ambrosini ha paragonato la situazione di Camarda a quella di Tresoldi, sostenendo che il giovane rossonero avrebbe bisogno di un contesto capace di garantirgli continuità. Secondo l’ex capitano del Milan, non sarebbe stata necessaria una permanenza in rosa come alternativa a Goncalo Ramos, ma un trasferimento temporaneo per affrontare un’esperienza più formativa.
«Sono due anni che non gioca: deve andare a giocare», ha osservato Ambrosini durante l’intervento a Dazn. A suo giudizio, una squadra del Belgio o dei Paesi Bassi avrebbe potuto offrirgli spazio e responsabilità, permettendogli di accumulare circa 30 partite di alto livello e di acquisire maggiore fiducia.
L’ex centrocampista ha citato il Bruges come possibile destinazione e ha ricordato che, al Milan, Ramos disputa la maggior parte degli incontri. Anche quando arriva l’occasione di impiegare una riserva, ha aggiunto, la scelta può ricadere su un giocatore fuori ruolo, come Cisse nella sfida con il Bournemouth. Per questo, secondo Ambrosini, Camarda avrebbe dovuto uscire temporaneamente dall’ambiente rossonero per rientrare più pronto e consapevole dei propri mezzi.
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Il contratto complica il mercato
Valon Behrami, presente in studio, ha spostato l’attenzione dal solo impiego in partita alle condizioni economiche dell’attaccante. «Il vero problema è che ha un contratto alto», ha spiegato, evidenziando come una società belga o olandese possa incontrare difficoltà nel sostenere il suo ingaggio senza ottenere garanzie sulla valorizzazione del giocatore.
Per Behrami, il limite nasce anche da una gestione contrattuale anticipata: dopo poche presenze con il Milan, un giovane può ritrovarsi legato a un accordo oneroso, difficile da trasferire altrove. In assenza di canali adeguati, la ricerca di una sistemazione diventa così più complessa.
L’ex centrocampista ha inoltre richiamato la struttura societaria del Milan, privo di un direttore sportivo, come ulteriore fattore che può rallentare l’individuazione della destinazione più adatta. Il giudizio finale sul percorso di Camarda è netto: per ora, secondo Behrami, la strada intrapresa non sta favorendo la crescita del ragazzo.
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