Camarda, il bivio è già qui: Albertini chiede coraggio al Milan
L’ex centrocampista rossonero analizza la fase di ricostruzione affidata a Ruben Amorim e indica nel giovane attaccante una delle scommesse da valorizzare.
Il futuro di Francesco Camarda, secondo Demetrio Albertini, passa dalla fiducia e dalle opportunità concrete. L’ex centrocampista del Milan ha parlato del giovane attaccante e della nuova squadra rossonera a margine degli appuntamenti del Festival dello Sport organizzato da La Gazzetta dello Sport.
Camarda non può aspettare troppo
Albertini ha apprezzato anche il rendimento di Cisse, ma ha auspicato soprattutto che Camarda riesca a ritagliarsi un ruolo nel gruppo. A suo giudizio, il talento del centravanti va accompagnato con scelte coraggiose, evitando di limitarne la crescita con una presenza troppo frequente in panchina o con continui trasferimenti.
«Sarebbe un errore farlo invecchiare in panchina o in giro per il mondo. Serve coraggio», ha spiegato l’ex giocatore rossonero parlando ai media presenti. Albertini si aspetta quindi che il giovane sappia conquistare spazio e considera Ruben Amorim l’allenatore adatto a sostenere questo percorso.
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Amorim deve costruire una nuova identità
Il giudizio sul Milan attuale è legato ai numerosi cambiamenti avvenuti nell’ultimo periodo. Non sono stati rinnovati soltanto diversi elementi della rosa: anche la struttura societaria e la guida tecnica hanno subìto modifiche, rendendo necessario un periodo di assestamento.
Per Albertini, il lavoro di Amorim è ancora in una fase iniziale e l’identità della squadra non può essere ricavata dalla semplice somma dei singoli giocatori. «È un cantiere aperto», ha osservato, sottolineando che il carattere del nuovo Milan dovrà formarsi con il tempo. Il tecnico portoghese, secondo l’ex centrocampista, possiede però l’atteggiamento giusto per valorizzare i talenti già presenti nell’organico.
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