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Sport 3 min di lettura3 ore fa

Calciomercato, il palazzo delle svolte: da Kean a Calafiori

A Roma, tra cinema e calcio, il civico 6 di Piazzale delle Belle Arti ha ospitato le trattative per Palestra, Liberali, Dzeko, Kean e Calafiori.

Sulla facciata del palazzo compare una scritta in latino il cui significato è chiaro: nulla è difficile per chi vuole. È una frase che sembra riassumere bene ciò che è accaduto nelle stanze del terzo piano, dove diverse operazioni di mercato hanno trovato la soluzione decisiva.

Da quel civico romano sono passati, in momenti diversi, Marco Palestra, Mattia Liberali, Edin Dzeko, Moise Kean e Riccardo Calafiori. Le loro trattative hanno avuto sviluppi differenti, ma tutte sono state seguite dall’ufficio della World Soccer Agency di Alessandro Lucci.


Il civico delle trattative decisive

Il punto di riferimento è il numero 6 di Piazzale delle Belle Arti, nel cuore di Roma, tra i Parioli e lo stadio Olimpico. Il Tevere scorre ai piedi degli edifici costruiti negli Anni Venti e, nelle vicinanze, si trova la Galleria Nazionale d’Arte Moderna.

Il legame con il cinema è altrettanto forte. Nel 1980 Ettore Scola utilizzò proprio quella palazzina per girare “La terrazza”, film che nello stesso anno ottenne il riconoscimento per la migliore sceneggiatura. Oggi, però, quelle stanze sono diventate soprattutto un luogo di incontri tra procuratori, dirigenti e calciatori.

Alle pareti dell’ufficio sono esposte numerose maglie: tra gli altri compaiono i nomi di Florenzi, Vucinic, Sinisa Mihajlovic, Bonucci, Cuadrado, Dzeko, Kolarov, Carnesecchi e De Rossi. Tra quelle divise potrebbe essere maturata anche la scelta di Moise Kean, che alla fine ha optato per il Como.


Kean e Palestra, due svolte estive

La vicenda dell’attaccante è cominciata alla fine di giugno, quando Lucci ha incontrato i dirigenti del Como per discutere di Liberali. Durante quel confronto l’agente ha verificato anche l’interesse del club per Kean, dando così origine a un negoziato durato più di un mese.

Il dialogo tra le società è rimasto quasi sempre indiretto e Lucci ha svolto un ruolo di collegamento tra le parti. Dopo alcuni momenti delicati, l’accordo è stato firmato alle 18 del 1° settembre: Kean ha rinunciato a un milione di euro pur di tornare a disputare la Champions League.

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Qualche settimana prima, nello stesso edificio, Marco Palestra aveva definito il passaggio al Chelsea. Mentre l’attenzione del mercato era concentrata sull’hotel Sheraton di Milano, il giocatore lasciava Roma per raggiungere Londra.

Il club inglese ha superato la concorrenza dell’Inter con un’offerta da 60 milioni di euro. A convincere Palestra sarebbe stato anche il confronto in videochiamata con Xabi Alonso, avvenuto proprio dagli uffici dell’agenzia.


Liberali, Dzeko e il caso Calafiori

Mattia Liberali, invece, è stato al centro del tentativo del Milan di riportarlo in rossonero. Amorim e Cardinale hanno cercato per un’intera notte di contendere il calciatore al Como, ma il giocatore e il suo procuratore avevano già raggiunto un’intesa di massima con Cesc Fabregas.

Sei mesi prima, quelle stesse stanze avevano ospitato le riflessioni di Edin Dzeko sul proprio futuro. L’attaccante, impiegato poco dalla Fiorentina, aveva ricevuto una proposta economicamente importante dal Paris FC, ma l’aveva rifiutata per rientrare in Germania. Con lo Schalke ha poi conquistato la promozione in Bundesliga segnando numerose reti.

Anche il trasferimento di Riccardo Calafiori all’Arsenal ha avuto un passaggio determinante a Roma. In un fine settimana di fine luglio Claudio Fenucci, amministratore delegato del Bologna, si è presentato all’ufficio per parlare del difensore.

Poco dopo è arrivato Edu, responsabile dell’area sportiva dell’Arsenal. I due club trattavano da oltre 50 giorni senza riuscire a chiudere l’intesa, ma l’accordo è stato raggiunto proprio quel giorno grazie alla mediazione di Lucci. È così sfumato anche il tentativo di Cristiano Giuntoli, allora dirigente della Juventus, che avrebbe voluto portare il giocatore in bianconero.

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