Cagliari-Juve, quella stretta di mano accende lo scontro tra tecnici
Dalle accuse sulla gestione del tempo al confronto su Mina: così il pareggio in Sardegna ha trasformato il finale in un caso disciplinare.
«Poteva finire tutto con un abbraccio, dispiace». Fabio Pisacane ha ricostruito così il contatto con Luciano Spalletti al termine di Cagliari-Juventus, spiegando di aver percepito nel tecnico bianconero una certa preoccupazione già prima del fischio finale. Per l’allenatore rossoblù, invece, il rendimento della sua squadra rappresenta un motivo di orgoglio, soprattutto perché la Juventus ha mostrato di soffrire la trasferta in Sardegna.
Spalletti ha fornito una lettura diversa dell’episodio, legandolo alla gestione dei minuti conclusivi. Il tecnico ha raccontato di aver riconosciuto i meriti del Cagliari, aggiungendo però un riferimento alle perdite di tempo; da lì sarebbe nata la discussione con Pisacane, che ha contestato il significato di quella considerazione.
Il finale trasforma la tensione in espulsioni
Il confronto è degenerato dopo una stretta di mano che avrebbe dovuto chiudere senza conseguenze la partita. Tra i due allenatori c’è stato un contatto fisico e, secondo quanto ricostruito dai labiali, Spalletti ha chiesto a Pisacane che cosa stesse facendo, ricevendo una replica dello stesso tenore.
Poco dopo, al culmine dello scambio, il tecnico della Juventus avrebbe pronunciato la frase «Ti do uno schiaffo». L’arbitro è intervenuto prima che la situazione potesse peggiorare e ha mostrato il cartellino rosso a entrambi gli allenatori. Anche una volta terminata la gara, i due hanno continuato a sostenere posizioni opposte.
Mina al centro del nervosismo
La tensione, tuttavia, non sarebbe nata soltanto negli istanti conclusivi. Durante la gara Spalletti avrebbe segnalato al quarto ufficiale alcuni atteggiamenti ritenuti provocatori da parte di Yerri Mina nei confronti di McKennie, Douglas Luiz e Sarr.
All’intervallo l’allenatore bianconero avrebbe quindi atteso il difensore del Cagliari vicino all’ingresso degli spogliatoi, con l’intenzione di chiarire l’accaduto e tutelare i propri giocatori. Il confronto tra i due si è inserito in una partita già complicata per la Juventus.
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Una sconfitta già rimasta nella memoria
A pesare sul clima c’era anche il precedente del 17 gennaio, quando il Cagliari aveva superato la formazione bianconera. Quel risultato era rimasto nella mente di Spalletti, che nei giorni precedenti aveva insistito sull’approccio necessario per contenere l’entusiasmo dei padroni di casa.
Il tecnico aveva chiesto ai suoi calciatori di prestare particolare attenzione al modo di giocare di Mina e di evitare di concedere al Cagliari campo e fiducia. In Sardegna, però, la Juventus si è ritrovata nuovamente a inseguire e ha permesso agli avversari di esprimere il proprio gioco.
La Juventus non trova le trame attese
Il piano preparato da Spalletti non ha prodotto gli effetti sperati nemmeno sul piano della manovra. Per larghi tratti dell’incontro, i bianconeri hanno avuto difficoltà a costruire le combinazioni richieste dal loro allenatore, che dalla panchina ha sollecitato più volte una circolazione diversa.
Il pareggio ha così lasciato spazio a nervosismo e recriminazioni. Da una parte il Cagliari ha rivendicato la propria prestazione e la capacità di restare dentro la partita; dall’altra Spalletti ha contestato alcuni comportamenti e la gestione del tempo, fino allo scontro che ha chiuso la serata con due espulsioni.
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