Boniek gela la Juve: il verdetto sulla crisi e il caso della stella
L’ex bianconero ridimensiona la vittoria di Lecce, critica la qualità della rosa e torna sulla revoca del riconoscimento allo Stadium.
La vittoria ottenuta a Lecce non basta a convincere Zibi Boniek che la Juventus abbia superato il momento delicato. L’ex giocatore bianconero ha letto il successo in modo prudente e ha riaperto anche il capitolo della stella rimossa dallo Stadium dopo le sue precedenti critiche al club.
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Boniek ridimensiona il successo di Lecce
Secondo Boniek, la squadra non ha dominato la partita e il primo gol sarebbe arrivato in circostanze favorevoli: una punizione, una deviazione nella traiettoria e l’inganno arrecato al portiere dalla presenza di McKennie. A suo giudizio, rispetto al passato, alla Juventus manca una qualità complessiva maggiore.
Il polacco ha inoltre collegato il rendimento dei bianconeri alla corsa per il titolo e alle difficoltà mostrate in Europa. La sua valutazione sulla rosa è netta: non vede una formazione composta da fuoriclasse, ma da giocatori validi, una differenza che a suo parere pesa quando si punta ai vertici del campionato.
«È una situazione abbastanza compromessa e difficile», ha detto Boniek durante l’intervento a Radio Anch’io Sport. Nel dibattito tra sostenitori di Antonio Conte e critici di Luciano Spalletti, l’ex calciatore ha scelto di concentrarsi soprattutto sul livello tecnico della squadra.
Il nuovo allenatore e la stella rimossa
Boniek ha definito Spalletti un tecnico esigente e fuori dagli schemi. Con ironia, ha aggiunto: «Quando lo sento parlare in tv, devo prendere il vocabolario per capire cosa dice». Ha però precisato di non voler trasformare il suo intervento in un attacco alla società per cui ha giocato.
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Il riferimento è alla stella dedicata a Boniek e successivamente tolta dallo Stadium dopo le proteste di alcuni tifosi, contrari alle sue osservazioni sulla gestione della Juventus. L’ex attaccante ha ricordato che il club, in passato, aveva conquistato numerosi trofei anche grazie al suo contributo e che nelle quattro finali disputate con la squadra furono segnati cinque gol, tre dei quali portavano la sua firma.
La polemica con i tifosi
Nel ricostruire la vicenda, Boniek ha ricordato anche di aver rinunciato al premio economico legato alla finale di Bruxelles, destinandolo alle famiglie delle vittime dell’Heysel. Ha inoltre spiegato di aver espresso il proprio dissenso durante il periodo più difficile della storia juventina, assumendo posizioni diverse da quelle di Luciano Moggi e Antonio Giraudo.
La rimozione della stella, secondo quanto aveva sostenuto allora, sarebbe stata particolarmente amara perché al suo posto era stato indicato Edgar Davids. Boniek contestò quella scelta ricordando la squalifica per doping rimediata dal centrocampista olandese durante la sua esperienza juventina, alimentando così una polemica mai del tutto chiusa.
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