Belgio, notte da applausi: l’Italia affonda e ritrova il vero De Bruyne
La Nazionale di Mancini cade sotto i colpi di Godts e Lukebakio: Donnarumma è l’unico azzurro sopra la sufficienza piena.
Mark van Bommel non avrebbe potuto immaginare un avvio migliore: il suo Belgio controlla la partita, concede pochissimo e supera l’Italia con una prestazione ordinata e convincente. La squadra mostra equilibrio in ogni reparto e chiude il match senza correre rischi significativi.
Godts è il simbolo della serata belga. Il giovane attaccante mette in campo qualità, inventiva e personalità, oltre a firmare una rete di grande livello. Le sue iniziative mettono più volte in difficoltà la difesa italiana, mentre non mancano anche ripiegamenti utili nella fase senza palla.
De Bruyne torna a brillare
Kevin De Bruyne disputa una delle sue migliori partite recenti. Nel sistema di Van Bommel trova linee di passaggio e compagni pronti ad attaccare la profondità, condizioni che gli permettono di incidere molto più di quanto accada abitualmente con il Napoli.
Il centrocampista belga è efficace anche nei duelli fisici e governa a lungo la zona centrale. Chiude con un 7, mentre Lukebakio, entrato al 58’, riceve un 7: sfrutta un pallone perso dagli azzurri, corre in contropiede e colpisce ancora l’Italia dopo il gol segnato al Milan.
Il Belgio convince in ogni reparto
De Ketelaere, schierato da falso nove, ottiene 7. Il ruolo gli consente di muoversi con libertà: sfiora subito la rete, apre spazi e serve con intelligenza i compagni. Proprio da una sua giocata nasce l’azione che manda Lukebakio verso la porta. Godts, invece, chiude con 7,5.
Alle loro spalle Tielemans prende il controllo del ritmo e merita 6,5, lo stesso voto assegnato a Mechele, preciso nella guida del reparto arretrato, a Raskin, prezioso sia in pressione sia davanti alla difesa, e a De Cuyper, brillante soprattutto nella prima frazione. Lammens è da 6,5: deve intervenire una sola volta, ma la parata di piede su Kean è decisiva.
Castagne parte bene, poi soffre le accelerazioni di Cambiaghi e riceve 5,5. Ngoy chiude con 6, dopo aver approfittato di un’incertezza difensiva senza però trovare lo specchio. Moreira, valutato 5,5, perde qualche pallone di troppo; Vanaken entra con il compito di irrobustire la squadra e prende 6, mentre Lavia, Lukaku e Fernandez-Pardo restano senza voto.
Donnarumma salva gli azzurri
Il capitano italiano è il migliore della formazione di Mancini. Donnarumma si oppone due volte a De Ketelaere e neutralizza anche una conclusione di Godts, mentre non può fare nulla sulle due reti subite. Il suo 7 fotografa una serata in cui pochi compagni riescono a seguirlo sullo stesso livello.
Calafiori è l’altro difensore a raggiungere la sufficienza: 6 per la capacità di avanzare palla al piede e creare superiorità, oltre a un tentativo nel finale terminato vicino al bersaglio. Cambiaghi ottiene lo stesso voto grazie alla vivacità mostrata soprattutto nella ripresa, quando riesce più volte a saltare l’uomo e a mettere palloni interessanti in area.
Difesa e centrocampo in difficoltà
Di Lorenzo prende 5 e conferma il periodo complicato già vissuto con il Napoli. Godts lo costringe spesso a difendersi e il terzino non riesce a offrire spinta sulla corsia. Mancini, anch’egli da 5, cerca di accompagnare l’azione e di staccarsi dalla linea, ma viene coinvolto nell’azione della prima rete insieme a Coppola.
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Coppola è il peggiore degli italiani con 4,5. Va in difficoltà per tutta la gara, viene saltato da Godts nell’azione che sblocca il risultato e perde sicurezza anche nella costruzione. Scalvini, subentrato al 65’, riceve 5: ha l’occasione per riaprire la partita, ma fallisce una conclusione favorevole.
Barella chiude con 5. Tenta di assumersi responsabilità, ma le sue soluzioni risultano leggibili; nel finale perde il pallone che porta al raddoppio e lascia il campo tra i fischi. Tonali è da 5,5: corre e lotta, ma il lavoro del centrocampo belga ne limita l’efficacia. Doumbia, entrato all’81’, non viene giudicato.
Romano parte con prudenza, poi aumenta il rischio nelle giocate ma commette una perdita pesante dalla quale nasce il gol. La reazione successiva è positiva, con un inserimento interessante, ma il debutto resta negativo anche alla luce delle attese createsi nei giorni precedenti: voto 5. Frattesi, in campo dal 65’, porta maggiore dinamismo e prende 6.
L’attacco non cambia la partita
Kean merita 5,5. All’inizio prova ad allargarsi e ad attaccare il fondo, poi incide meno in una posizione che non sembra più adatta alle sue caratteristiche. Rimane comunque il più pericoloso tra gli azzurri: prima sfiora il palo, poi costringe Lammens a una grande risposta.
P. Esposito riceve 5,5. Si fa trovare pronto sui palloni vaganti nell’area belga, ma quando ha una buona opportunità conclude centralmente. Le sue sponde aiutano a tratti la manovra, senza però modificare l’andamento dell’incontro. Maldini, entrato al 65’, è da 5: il rientro difensivo su Lukebakio non è abbastanza deciso e lascia al belga lo spazio per calciare e segnare.
Zoma, utilizzato dall’81’, non ha una valutazione. Cambiaghi, invece, resta tra le poche note positive del reparto offensivo, pur dovendo aumentare la continuità e la convinzione nelle proprie iniziative.
Mancini riparte con molti dubbi
Il commissario tecnico Roberto Mancini viene valutato 5. Dalla panchina segue la gara con evidente agitazione e prova più volte a correggere la squadra, segnale di una serata nella quale il gruppo non ha mostrato la prontezza che probabilmente si attendeva.
Il suo secondo incarico sulla panchina della Nazionale comincia quindi in salita. Il Belgio ha imposto ritmo e qualità, mentre l’Italia ha pagato gli errori individuali, la difficoltà nel palleggio e una produzione offensiva troppo discontinua.
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