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Sport 2 min di lettura35 min fa

Atalanta, Sarri trema: due nomi in corsa e il nodo Thiago Motta

Il rendimento dell’Atalanta ha riaperto il dibattito sul futuro di Sarri, mentre Pioli e Tudor guadagnano spazio tra le possibili alternative.

A Bergamo il progetto Sarri non è più considerato intoccabile. Le recenti sconfitte hanno alimentato i dubbi della tifoseria e della critica, spingendo la dirigenza a valutare se insistere sulla nuova idea di calcio oppure cambiare nuovamente guida tecnica.

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Pioli e Tudor già nel dibattito

Stefano Pioli e Igor Tudor sono i due allenatori che, nelle ultime ore, hanno iniziato a essere accostati con maggiore frequenza all’Atalanta. Entrambi rappresentano possibili soluzioni nel caso in cui il club decidesse di interrompere in anticipo il percorso con Sarri.

La scelta spetta soprattutto al direttore sportivo Giuntoli e a Percassi, chiamati a stabilire se concedere altro tempo all’allenatore per completare la trasformazione tattica oppure intervenire subito. Il rendimento della squadra ha reso meno solida una posizione che, all’avvio del progetto, sembrava più protetta.


Thiago Motta resta un’opzione complicata

Tra i nomi accostati in passato al club bergamasco c’è anche Thiago Motta, considerato un allievo di Gasperini. Tuttavia, il suo eventuale arrivo presenta un ostacolo legato proprio a Giuntoli.

L’attuale dirigente dell’Atalanta aveva sostenuto con decisione la scelta di Motta alla Juventus, salvo poi esonerarlo. Il rapporto tra i due si è deteriorato durante quell’esperienza e questo elemento potrebbe pesare su un’eventuale trattativa.


Quattro ko in cinque gare

Dopo l’ultima battuta d’arresto a San Siro, l’Atalanta è scivolata all’undicesimo posto con 9 punti. Il bilancio più preoccupante riguarda il recente rendimento in Serie A: quattro sconfitte nelle ultime cinque partite.

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La squadra aveva ottenuto due successi contro Sassuolo e Bologna, risultati che il testo di partenza definisce anche parzialmente fortunati. In seguito sono arrivate le cadute con Roma all’Olimpico, Cagliari in casa, Juventus a Torino e infine il ko di Milano.


Un cambio tattico ancora incompleto

Sarri è stato scelto per accompagnare una svolta dopo nove anni di gestione Gasperini. Nel periodo successivo, la panchina era passata prima a Juric, poi esonerato, e quindi a Palladino, non confermato: il nuovo direttore sportivo ha puntato così su un allenatore riconosciuto per il suo 4-3-3.

Il club vorrebbe comunque permettere al tecnico di sviluppare il proprio progetto, perché l’obiettivo è modificare impostazione tattica e strategie. La transizione, però, sta incontrando resistenze: la rosa non era abituata né a questo sistema né ai metodi di allenamento dell’allenatore toscano, con alcuni giocatori apparsi in difficoltà nell’adattamento.


Serie A, panchine ancora agitate

Il caso dell’Atalanta si inserisce in una fase turbolenta per diverse squadre del campionato. Nelle ultime settimane Bologna e Parma hanno già cambiato scenario tecnico: Tedesco è stato sostituito da Palladino, mentre Cuesta ha chiuso il rapporto con il club emiliano durante la pausa del torneo.

Ora anche Sarri deve fornire una risposta attraverso i risultati. La dirigenza bergamasca dovrà decidere se difendere il progetto avviato in estate o aprire una nuova fase prima che la crisi di risultati diventi ancora più difficile da gestire.

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