Alvini, il calcio inglese e quella sfida persa in famiglia
L’allenatore del Frosinone racconta ambizioni, giovani talenti e il successo contro il Como che ha fatto arrabbiare i suoi figli
Il calcio inglese continua ad attirare Massimiliano Alvini, che durante la preparazione dell’amichevole di domenica ha trovato il tempo per seguire in televisione il derby tra Milwall e West Ham, terminato 2-2. Il tecnico del Frosinone ha definito quella partita una delle sfide più affascinanti viste, pur ribadendo il proprio legame con il movimento italiano.
A proposito dell’Ipswich, Alvini ha espresso l’augurio che il club possa fare bene e ha lasciato aperta una possibilità per il futuro: se un giorno arrivasse una proposta, sarebbe felice di valutare un’esperienza da allenatore italiano in Inghilterra.
La salvezza resta il traguardo
Nonostante l’avvio positivo e una classifica che ha acceso l’entusiasmo attorno al Frosinone, l’allenatore non cambia prospettiva. La priorità indicata alla squadra è la permanenza in Serie A, un risultato che Alvini considera significativo da conquistare attraverso il lavoro collettivo.
Il tecnico ha sottolineato anche il rapporto con la società e con la proprietà, descritta come un punto di forza del progetto. La posizione attuale, però, non viene considerata definitiva: secondo Alvini, il campionato porterà inevitabilmente a una graduatoria diversa.
La vittoria che ha diviso casa
Il successo per 2-0 contro il Como ha prodotto un effetto inatteso tra le mura domestiche. I figli dell’allenatore, Cosimo e Umberto, avevano schierato numerosi calciatori della formazione di Cesc Fabregas al Fantacalcio e, dopo il risultato, non hanno preso bene il verdetto del campo.
Alvini ha raccontato l’episodio con ironia, ricordando di aver persino consigliato loro di puntare su Perrone. «Non vogliono parlare con te, hanno messo tutti i giocatori del Como contro di voi al Fantacalcio», gli avrebbe riferito la moglie al termine della partita.
Un Frosinone più coraggioso
L’esperienza contro il Milan ha rappresentato per Alvini una lezione importante. In quell’occasione la squadra aveva ottenuto un punto difendendosi molto bassa e senza proporre gioco; un risultato accolto con apprezzamenti esterni, ma che l’allenatore non aveva vissuto con soddisfazione.
Da quel momento il tecnico ha cercato un equilibrio differente tra aggressività e prudenza. A suo giudizio, una squadra può scegliere di pressare alta oppure di attendere più arretrata, ma quando il Frosinone rinuncia completamente a costruire l’azione lui vive la partita con maggiore difficoltà.
Firenze, festa e provocazioni
La trasferta di Firenze si è trasformata in una delle serate più significative dell’inizio di stagione. Il Frosinone ha vinto 3-0 nel giorno del centenario, al termine di una prestazione giudicata di alto livello dallo stesso allenatore, che ha riconosciuto anche una componente di fortuna.
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Dalla tribuna sono arrivati diversi inviti a sedersi, ai quali Alvini ha inizialmente scelto di non dare peso. Una provocazione legata alla sua contrada e al Palio, però, lo ha colpito più delle altre: «Mettiti a sedere, tanto la tua contrada non vincerà mai il Palio».
Raimondo convince Alvini
Tra i giocatori sui quali il Frosinone sta puntando c’è Raimondo, attaccante arrivato dal Bologna. Alvini ne apprezza la capacità di attaccare la profondità, le qualità tecniche e il percorso di crescita ancora in corso, oltre alla disponibilità mostrata nei rapporti personali.
Il tecnico ha spiegato che il direttore Castagnini lo aveva indicato come prima scelta per il reparto offensivo. Anche un possibile futuro in Nazionale viene considerato realistico, pur ricordando che in passato conquistare la convocazione era probabilmente ancora più difficile.
Calò e il rimpianto Romano
Alvini considera Calò uno dei calciatori più intelligenti che abbia allenato. Ne ha evidenziato la lettura del gioco, la capacità di individuare linee di passaggio e la qualità del piede, caratteristiche che possono risultare decisive tanto in Serie B quanto nella massima categoria.
Il rapporto con il centrocampista nasce da lontano, quando Calò giocava nel Pontedera e Alvini guidava il Tuttocuoio. L’allenatore ha raccontato di averlo sempre voluto con sé, ma quando arrivò a Cosenza il giocatore fu ceduto già il primo giorno.
In estate il Frosinone aveva individuato in Romano un possibile elemento con cui completare il reparto. L’idea era affiancare a Calò un calciatore più giovane e dotato di caratteristiche fisiche differenti; la trattativa era avanzata, ma il Cagliari riuscì a chiuderla.
Palmisani guarda lontano
Anche Lorenzo Palmisani viene considerato un prospetto di grande interesse. Alvini gli riconosce doti tecniche da portiere di alto livello e una mentalità particolarmente adatta al ruolo.
Il tecnico ha ricordato l’occasione nata durante la Coppa Italia a Monza, quando l’infortunio del titolare permise a Palmisani di entrare in campo. Da quel momento il giovane estremo difensore disputò 40 partite con rendimento eccellente e ora sta confermando le proprie qualità anche in Serie A. Secondo Alvini, il calcio italiano potrebbe avere presto un altro portiere di valore.
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