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Sport 1 min di lettura1 ora fa

Allegri scuote il Napoli: «Difendere non è una vergogna

Dopo il 3-1 incassato in Spagna, l’allenatore azzurro richiama la squadra all’equilibrio e al sacrificio senza palla

La sconfitta contro il Villarreal ha riacceso per Massimiliano Allegri un problema già emerso nelle partite precedenti: il Napoli deve ritrovare compattezza e attenzione nella fase difensiva. L’allenatore ha chiesto alla squadra di correggere rapidamente gli errori commessi e di non perdere equilibrio quando la gara si complica.

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L’equilibrio resta la priorità

«Bisogna avere maggiore equilibrio, senza solidità difensiva siamo meno bravi anche in attacco», ha spiegato Allegri. Il tecnico ha ricordato che anche contro il Frosinone erano state concesse occasioni evitabili, segnale della necessità di lavorare sulla concentrazione e sulla disponibilità al sacrificio.

Secondo l’allenatore, difendere con maggiore ordine non significa rinunciare alla qualità offensiva. Al contrario, una squadra più compatta può gestire meglio il possesso e costruire le proprie azioni con meno affanno. «Ormai sembra essere diventata una vergogna saper difendere», ha osservato, sottolineando però che concedere numerosi tiri espone inevitabilmente al rischio di subire gol.

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Il confronto con De Bruyne

Nel corso della partita Allegri ha anche provato a modificare la posizione di Kevin De Bruyne. Il tecnico gli ha chiesto di avvicinarsi agli attaccanti, ritenendo che la sua qualità potesse fare la differenza tra le linee. Il suggerimento, però, non sarebbe stato recepito come previsto: «Ho chiesto a De Bruyne di andare in mezzo agli attaccanti perché ha più qualità di tutti, ma niente non mi ha capito», ha raccontato dopo il fischio finale.

Il Napoli ha perso 3-1 contro il Villarreal nella seconda giornata di Champions League, al termine di una gara nella quale, secondo Allegri, la squadra ha smesso di muovere il pallone con pazienza. Nel secondo tempo gli azzurri si sono allungati e diversi giocatori hanno cercato la soluzione individuale, invece di mantenere il controllo collettivo della partita.

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