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Sport 2 min di lettura1 ora fa

Abodi scuote i club italiani: perché l’Europa corre più forte

Dopo le sconfitte di Inter e Napoli, il ministro invita le società a interrogarsi sul divario internazionale e guarda alla ricostruzione della Nazionale

Le sconfitte di Inter e Napoli hanno riacceso il dibattito sulla distanza tra il calcio italiano e le principali realtà europee. Andrea Abodi, ministro per lo sport e per i giovani, ha chiesto ai club di analizzare le ragioni di una competitività che sembra aumentare più rapidamente fuori dall’Italia.

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Il divario europeo preoccupa Abodi

A margine della presentazione del Paladino d’Oro alla Camera dei Deputati, Abodi ha osservato che il movimento italiano non sta arretrando, ma deve fare i conti con avversari capaci di crescere a un ritmo superiore. «Noi non arretriamo, ma gli altri vanno più velocemente di noi», ha affermato commentando l’andamento delle squadre italiane in Champions.

Secondo il ministro, le società dovrebbero avviare una riflessione interna per comprendere le cause di questo squilibrio. Il tema è emerso dopo la prima parte della giornata di Champions, segnata dai ko di Inter e Napoli, risultati che hanno riportato l’attenzione sulla capacità dei club italiani di competere ai massimi livelli.


La Nazionale come indicatore

Nel suo ragionamento Abodi ha collegato il rendimento delle squadre di club al percorso della Nazionale. Per il ministro, la selezione azzurra rappresenta il riferimento principale e anche un segnale importante sullo stato complessivo del calcio italiano.

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Il titolare dello Sport ha inoltre riconosciuto il lavoro di Roberto Mancini, impegnato nella ricostruzione della squadra azzurra. A suo giudizio, le giornate difficili in Europa non devono essere soltanto archiviate come sconfitte, ma utilizzate per individuare ciò che va corretto e rilanciare il movimento.


La sfida resta ai vertici

Abodi ha definito critici i risultati maturati in Champions, attribuendo però a questa difficoltà anche una possibile funzione di crescita. L’obiettivo indicato è tornare a vedere club italiani in grado di misurarsi stabilmente con le formazioni più forti.

«È impensabile che non possiamo competere al più alto livello con i nostri club», ha concluso il ministro, ribadendo che il confronto internazionale deve spingere le società a interrogarsi sulle proprie strategie e sulla distanza accumulata rispetto agli altri campionati.

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