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Spettacolo 2 min di lettura23 set

Simona Ventura e il funerale-burla: l’idea che ha già scelto

La morte, in questo caso, serve soprattutto a strappare risate.

Da questa sera su Prime Video arriva la nuova stagione di R.I.P. – Roast in Peace, il format guidato da Michela Giraud in cui i protagonisti diventano bersaglio di battute e provocazioni senza risparmio. Tra i cinque nomi in scena c’è anche Simona Ventura, insieme a Fedez, Alessandro Borghese, Giuseppe Cruciani e Asia Argento.


L’autoironia come difesa

Ventura ha spiegato di aver trovato nell’autoironia una risorsa decisiva: secondo lei l’ha accompagnata fino a oggi e le ha permesso di reggere anche i passaggi più scomodi della sua carriera, che sta per toccare quota 40 anni. Durante le registrazioni, ha raccontato, si è divertita molto e si è sentita libera di uscire dai consueti schemi televisivi.

La conduttrice ha chiarito di non essersi mai messa sulla difensiva davanti alle frecciate degli altri ospiti. Anzi, ha detto di aver ribattuto a tono, senza trattenersi, e ha definito l’esperienza un’occasione rara per lasciarsi andare. In più punti ha ribadito che nel programma si può scherzare davvero su tutto, senza il peso delle regole che normalmente frenano questo tipo di scambio.


Fedez e la festa finale

Tra i compagni di questa esperienza, Ventura ha indicato Fedez come il più divertente: ha ricordato di conoscerlo da molto tempo e di averlo trovato particolarmente brillante in studio. A lui, davanti ai giornalisti del Fatto Quotidiano, ha persino rivolto una domanda precisa sul proprio funerale: se dovesse morire prima del rapper, vorrebbe che fosse lui a pronunciare l’elogio. La risposta è stata un sì immediato.

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La conduttrice ha anche già immaginato il contorno della cerimonia: Milano, il Duomo e una grande festa, con la cucina di Alessandro Borghese. Ha poi aggiunto che preferirebbe arrivarci il più tardi possibile, idealmente a 150 anni, e che in quell’occasione vorrebbe un elogio funebre all’altezza di quello visto nel programma.


La stoccata al politicamente corretto

Nel suo ragionamento c’è anche una critica netta al clima attuale: Ventura ha sostenuto che un tempo si poteva scherzare su tutto, mentre oggi il politicamente corretto avrebbe imposto troppe regole, alimentando la paura di andare oltre. Per lei R.I.P. – Roast in Peace funziona proprio perché ribalta questo schema e concede spazio a una comicità più libera, anche quando tocca chi la mette in gioco.

Quanto all’epitaffio, la sua scelta è già pronta: «Qui giace Simona Ventura, una persona perbene. E questo lo posso dire».

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