Digger contro l’apocalisse: la sfida cinematografica tra Cruise e Iñárritu
Una commedia nera su petrolio, potere e crisi climatica nasce dall’incontro atteso per anni tra la star americana e il regista messicano
La collaborazione tra Tom Cruise e Alejandro González Iñárritu prende forma attorno a Digger, un progetto ambizioso che intreccia spettacolo, sarcasmo e paura per il futuro del pianeta. Al centro c’è un magnate del petrolio pronto a confrontarsi con un mondo sull’orlo del collasso, in una storia che mette sotto esame le contraddizioni dell’Occidente.
Il film nasce dall’incontro fra due percorsi molto diversi, ma accomunati da una forte vocazione cinematografica: da una parte l’attore che da quarant’anni alimenta il lato più spettacolare del cinema statunitense, dall’altra l’autore messicano premiato con 5 Oscar.
Un progetto inseguito per anni
Cruise attendeva da venticinque anni l’occasione di lavorare con Iñárritu. La sua ammirazione per il regista risale al 2000, quando aveva visto Amores perros, il film che lo aveva colpito al punto da alimentare a lungo il desiderio di una collaborazione.
Anche per Iñárritu Digger non è un’idea recente: il regista la coltivava da nove anni. Il progetto ha così riunito una star legata alle grandi imprese sullo schermo e un autore noto per opere come Birdman e Revenant – Redivivo.
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Petrolio e potere in chiave nera
Digger viene presentato come una commedia nera di proporzioni imponenti, costruita attorno alla crisi climatica e al ruolo esercitato dal petrolio. Il protagonista, interpretato da Cruise, è un uomo di potere e senza scrupoli che affronta la minaccia della fine del mondo.
Il tono del film accosta la dimensione apocalittica a una lettura ironica delle responsabilità economiche e politiche dell’Occidente. Proprio questo contrasto, tra spettacolo e critica, riflette l’incontro tra la vocazione popolare di Cruise e lo sguardo più satirico di Iñárritu.
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