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Spettacolo 5 min di lettura6 ore fa

Settembre, altro che malinconia: le canzoni che lo hanno reso eterno

Dalla nostalgia di Sinatra all’ottimismo degli Airbag, il nono mese dell’anno ha ispirato brani capaci di raccontare ripartenze, ricordi e inquietudini.

Settembre non è ancora finito, almeno nella musica. Lo ricordano gli Airbag, gruppo rock argentino formato dai fratelli Sardelli, con Septiembre, aún es Verano: una dichiarazione semplice, quasi una scommessa contro chi considera l’estate già archiviata. E se quel mese ha lasciato qualche imbarazzo, ottobre non sembra offrire garanzie migliori, come suggerisce il titolo September Gave Us Awkwardess, October Gave Me Nothing dei Suis La Lune.


Il mese dei nuovi inizi

C’è chi, invece di arrendersi alla malinconia, associa settembre alla possibilità di ricominciare. Brunori Sas, in Guardia '82, lo descrive come il momento in cui una stagione si chiude ma può prender forma una storia diversa: «Un’estate finisce ma una storia nuova nasce».

Anche Alberto Fortis guardava al mese con aspettativa, chiedendogli quali amori avrebbe portato e immaginando il proprio ritorno tra vendemmie e promesse. I Camillas affidavano a Settembre un proposito più concreto, quello di tornare a coltivare i campi per la persona amata, mentre Natalie Imbruglia, in Come September, sembrava accogliere senza timore l’arrivo del mese.

Vasco Brondi, ai tempi de Le luci della centrale elettrica, ne riconosceva la durezza ma lasciava aperta una possibilità: settembre poteva essere feroce, senza per questo diventare un nemico da evitare. Persino Tony Bennett e Bill Evans, in Maybe September, conservavano uno spiraglio sentimentale e la speranza di tornare ad amare.

Certo, le giornate si accorciano. Lo racconta anche Bryan Ferry in September Song, mentre Tommaso Paradiso, con i Thegiornalisti, trasformava la fine dell’estate in un rimpianto per le giornate in spiaggia e per una relazione ormai perduta, ricordando persino l’immagine dell’amata alle prese con un cornetto.


Quando il ricordo prende il sopravvento

La memoria è forse il filo più frequente nei brani dedicati a settembre. Frank Sinatra ne fece il centro di September of My Years, album attraversato dal bilancio di una vita che entra nella sua stagione autunnale. Il mese diventa così una metafora dell’età, del tempo trascorso e di ciò che non può essere recuperato.

Nella stessa direzione si muove September in the Rain di Dinah Washington, mentre September Gurls dei Big Star rilegge il periodo attraverso un rock irregolare e immerso nelle atmosfere degli anni Novanta. September Morn, invece, nacque dalla collaborazione tra Neil Diamond e Gilbert Bécaud: quest’ultimo compose la melodia e ne propose anche una versione francese, intitolata C'est en septembre, con un testo orientato più al cambiamento che a una storia d’amore.

Anche 29 settembre, interpretata dall’Equipe 84, sembra contenere alle spalle una vicenda sentimentale già segnata da un periodo difficile. Il brano 2 settembre di Samuele Bersani aggiunge un altro frammento di trasloco, strade percorse e ricordi dai contorni dolceamari.

Barry White, in September When I First Met You, rende invece la memoria una domanda insistente, quasi una preghiera: «Settembre... ricordi?». Di tutt’altro tono è 23 settembre di Carl Brave, dove il protagonista ammette di aver bevuto più del dovuto.


Il lato inquieto di settembre

Non tutti riescono a convivere con il nono mese dell’anno. Fine Before You Came lo affrontano con disincanto: dopo tanto tempo passato a cercare di capirlo, ammettono che settembre non fa per loro. L’orso, con una melodia più leggera, allarga il disagio anche al mese successivo, osservando che tra ottobre e settembre sembra non esserci una vera via d’uscita.

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Gazzelle concentra la stessa insofferenza in una frase diventata riconoscibile: «Settembre è un mese di merda per ricominciare». Il dubbio finale, però, impedisce di trasformare quel giudizio in una sentenza definitiva.

I Verdena raccontano quanto rapidamente il mese possa cambiare l’umore: bastano «40 secondi» per sentirsi privati di qualcosa. Gli Afterhours insistono sulla sua capacità di arrivare senza preavviso, mentre Appino degli Zen Circus invita a non lasciarsi trascinare dal vento settembrino: quel movimento può diventare anche l’onda sulla quale provare a stare in equilibrio.

In questo paesaggio trova posto anche Wake Me Up When September Ends dei Green Day. Billie Joe Armstrong ha legato il brano al dolore per la morte del padre, avvenuta il 10 settembre 1982, e da oltre vent’anni quella canzone trasforma un lutto personale in un sentimento riconoscibile da molti.


Le impressioni che restano

In Italia, però, settembre ha soprattutto il volto delle Impressioni di settembre della Premiata Forneria Marconi. Il brano è diventato una delle rappresentazioni più persistenti della stagione: non una semplice data sul calendario, ma uno stato d’animo sospeso tra nostalgia, attesa e trasformazione.

I Marlene Kuntz hanno successivamente ripreso quel pezzo, misurandosi con una canzone già entrata nell’immaginario collettivo. È la conferma di quanto il mese continui a offrire materiale alla musica: può essere un ricordo, una ripartenza, un passaggio doloroso o soltanto una luce diversa sulle cose.

La versione più lontana dalla malinconia appartiene forse agli Earth, Wind & Fire. Con September hanno scelto energia e festa, dimostrando che il mese non deve per forza coincidere con la nostalgia.

All’estremo opposto si trova Septiembre di Josele Santiago, voce dei Los Enemigos. Il testo racconta un giovane galiziano che decide di togliersi la vita all’alba di settembre pur di non tornare a scuola e affrontarne le pressioni. La frase sulla cravatta nuova e sulla felicità per aver finalmente fatto qualcosa di concreto assume così un significato tragico, molto diverso da quello apparentemente innocuo delle parole.

Tra un ricordo privato e una promessa, tra il rifiuto di ricominciare e la voglia di farlo, settembre continua quindi a vivere nelle canzoni come una stagione dell’anima. E, proprio per questo, non scompare davvero quando arriva ottobre.

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