Richard Harrison se ne va: il no a Leone che cambiò tutto
È morto a Los Angeles, a 90 anni, l’attore americano che trovò il successo in Italia e che, secondo il suo racconto, suggerì Clint Eastwood per il ruolo destinato a diventare leggendario.
Richard Harrison è morto venerdì a Los Angeles per cause naturali. Aveva 90 anni e, oltre alla carriera tra Hollywood e l’Italia, lascia anche un retroscena decisivo nella storia del western all’italiana: fu lui, stando al suo stesso racconto, a indicare Clint Eastwood per il ruolo che poi rese celebre la trilogia del dollaro.
Il ruolo mancato che cambiò il western
L’episodio più ricordato della sua storia professionale riguarda proprio Sergio Leone. Harrison spiegò di aver rinunciato alla parte dell’Uomo senza nome in Per un pugno di dollari nel 1964, giudicando poco persuasive la sceneggiatura e il compenso proposto. A quel punto, sempre secondo la sua versione, suggerì alla produzione il nome di Clint Eastwood, destinato poi a diventare una star internazionale.
Quella scelta finì per intrecciarsi con uno dei passaggi più noti del cinema europeo degli anni Sessanta. Harrison non fu quindi solo un interprete molto richiesto, ma anche una figura che contribuì indirettamente alla nascita di un mito del grande schermo.
Dalla California ai set italiani
Nato a Salt Lake City il 26 maggio 1936, Harrison arrivò a Hollywood a 17 anni. Prima di affermarsi davanti alla macchina da presa lavorò come fotomodello per riviste dedicate al culturismo e frequentò alcune delle palestre più celebri dell’epoca. Solo in seguito studiò recitazione con Sandy Meisner e ottenne piccoli ruoli nelle produzioni statunitensi.
All’inizio degli anni Sessanta scelse di trasferirsi in Italia, dove la sua carriera prese quota. Il suo fisico atletico e l’immagine da protagonista d’azione lo resero un volto adatto ai film di genere, tanto da essere spesso accostato a Steve Reeves, altro interprete di riferimento del cinema peplum.
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I titoli che lo resero popolare
Nel nostro Paese Harrison trovò la consacrazione con diversi film di successo. Tra i primi titoli arrivarono Il gladiatore invincibile nel 1961, Il giustiziere dei mari e I sette gladiatori, entrambi del 1962. L’anno successivo toccò a Duello nel Texas, tra i primi western all’italiana, con le musiche di Ennio Morricone.
Da lì in avanti lavorò con continuità in spaghetti western, avventure di taglio epico, storie di spionaggio e polizieschi. Nel corso degli anni Sessanta prese parte anche a Perseo l’invincibile, Le spie uccidono a Beirut, dove interpretava l’agente Bob Fleming, 100.000 dollari per Ringo, L’uomo del colpo perfetto e Colpo maestro al servizio di Sua Maestà britannica.
Un attore diventato volto del cinema di genere
La sua parabola professionale si è costruita soprattutto fuori dagli Stati Uniti, dove trovò il pubblico più affezionato e i ruoli più riconoscibili. In Italia Harrison si impose come presenza costante di un filone molto prolifico, lasciando il segno in una stagione che avrebbe segnato profondamente il cinema popolare europeo.
La notizia della sua morte è stata riferita da Joan Borsten, produttrice e sua amica di lunga data. Con lui scompare uno degli interpreti che hanno accompagnato, da protagonisti, l’epoca d’oro dei film western prodotti in Italia.
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