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Spettacolo 2 min di lettura4 giorni fa

Rettore, il ricordo di Bonino: «Mi manca moltissimo

La cantante ripercorre l’impegno civile, le amicizie nel mondo dello spettacolo e il rapporto speciale con l’esponente radicale scomparsa da poco.

Il ricordo di Emma Bonino ha interrotto il racconto di Donatella Rettore, che parlando della loro amicizia si è lasciata andare alla commozione. Tra fiori, battute e parole di stima, la cantante ha descritto un legame nato grazie alle rispettive madri e rimasto per lei molto importante.


Il dolore per un’amicizia speciale

Rettore ha spiegato di aver incontrato Bonino attraverso sua madre, amica di Tina Anselmi. Da allora tra le due si sarebbe consolidata una consuetudine affettuosa: la cantante portava margherite, mentre l’esponente radicale rispondeva con rose bianche.

Rievocando quei momenti, Rettore ha ricordato il gioco di parole nato tra loro: «Siamo margheritine», le diceva. Bonino replicava: «No, siamo delle rose, bisogna che ci rispettino». Poi, con la voce rotta dall’emozione, la cantante ha aggiunto: «Emma mi manca moltissimo».


Una carriera sempre fuori dagli schemi

Nel corso dell’intervista, Rettore ha sottolineato come la sua figura pubblica sia stata spesso raccontata soprattutto attraverso il ruolo di artista, lasciando in secondo piano la donna e le battaglie che ha sostenuto. Ha rivendicato, invece, l’attenzione dedicata a temi come la tutela degli animali, l’ambiente, il divorzio, l’interruzione di gravidanza e l’eutanasia.

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A proposito del suicidio medicalmente assistito, ha rivolto un apprezzamento a Luca Zaia per l’approvazione della legge in Veneto. Il suo percorso musicale, sviluppato tra provocazione, ironia e ricerca sonora, l’ha resa una presenza riconoscibile della scena italiana, con brani come “Splendido splendente”, “Kobra” e “Lamette”.


Gli altri legami nel mondo dello spettacolo

Rettore ha anche ricordato diverse persone incontrate durante la sua lunga carriera. Tra gli amici citati figurano Gianna Nannini, Corrado, Amadeus, Mara Venier, Caterina Balivo, Francesca Fialdini e Mara Maionchi.

Nel suo elenco trovano posto anche i registi Stagnaro e Morbioli. Il ricordo di Bonino, tuttavia, ha assunto un tono diverso: non soltanto quello di una conoscenza pubblica, ma la memoria di una relazione personale segnata da gesti semplici e da una reciproca attenzione.

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