7.000Lettori online ora
Spettacolo 2 min di lettura3 giorni fa

Ragonese, la cura dell’altro diventa una sfida: il teatro di Tiago Rodrigues

Dal 29 settembre al Piccolo Teatro di Milano, Isabella Ragonese e Francesco Alberici affrontano il tempo e la memoria nel duetto di Tiago Rodrigues.

Per Isabella Ragonese parlare d’amore oggi non significa rifugiarsi in un’idea astratta o consolatoria. Nel nuovo spettacolo prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, il sentimento diventa una pratica quotidiana fatta di ascolto, attenzione e responsabilità verso l’altro. È questo il nucleo di “Coro degli amanti”, in scena dal 29 settembre con Francesco Alberici.


L’amore come gesto concreto

L’opera, scritta nel 2006 da Tiago Rodrigues, prende avvio dalla crisi di una coppia colta in una situazione sospesa tra la vita e la morte. Da quel momento, i ricordi dei due protagonisti attraversano passato, presente e futuro, mescolando episodi condivisi, paure e contraddizioni. Il tempo, la malattia e persino la fine dell’esistenza diventano così materia del loro legame.

Ragonese considera il testo una riflessione sulla possibilità di restare vicini mentre tutto cambia. Rodrigues, regista e autore portoghese e direttore del Festival di Avignone, osserva i gesti ordinari della vita a due e li inserisce in una prospettiva più ampia. Secondo l’attrice, il risultato unisce precisione quasi analitica e poesia, riportando l’attenzione dalla frenesia contemporanea a pochi ricordi davvero essenziali.


Due voci, una sola sintonia

In scena Lei e Lui non procedono attraverso un dialogo tradizionale. Le battute vengono pronunciate quasi nello stesso istante, con parole condivise, frasi completate dall’altro e variazioni minime che rivelano comunque due identità distinte. Per raggiungere questo livello di coordinamento, Ragonese e Alberici hanno lavorato sul testo con la disciplina di musicisti e atleti.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

“È una vera prova di atletismo verbale, fisico e emotivo”, ha spiegato Ragonese parlando del lavoro svolto durante l’estate. Il ritmo coinvolge corpo, respiro e voce, fino a creare una forma di intesa che ricorda quella di una coppia insieme da molti anni. Ma la precisione non cancella la libertà: dentro l’unisono restano accenti diversi, come in un canto a più parti.


Il teatro contro l’individualismo

Per l’attrice, il coro non è soltanto una soluzione formale. Rappresenta anche un modello di convivenza: nessuna delle due voci può avanzare senza prestare attenzione all’altra, altrimenti l’intero dispositivo scenico perde equilibrio. La coppia diventa così la cellula iniziale di una comunità fondata sulla cura reciproca.

In questa prospettiva, lo spettacolo assume anche un significato civile. In un’epoca segnata da violenze, conflitti e individualismi, Ragonese vede nel lavoro di Rodrigues un invito a rallentare e a sostituire i proclami con comportamenti concreti. “La cura per l’altro è l’unico vero cambiamento possibile”, ha affermato l’attrice, indicando nel teatro il luogo in cui un’emozione può ancora essere condivisa dal vivo e nello stesso momento.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere