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Spettacolo 1 min di lettura30 set

A scuola nessuno resta indietro: la sfida di Raoul Bova su Rai 1

La nuova fiction ambientata in un liceo di Frascati affronta l’inclusività attraverso dinamiche adolescenziali e situazioni complesse.

L’inclusività entra nella prima serata di Rai 1 attraverso le vicende di un liceo di Frascati. “Tutto l’amore che resta” sceglie di osservare la scuola come luogo di confronto tra ragazzi, senza limitare il tema alle origini familiari o al colore della pelle.

La serie, legata alla presenza di Raoul Bova, parte da una struttura tipica del racconto adolescenziale, ma prova ad ampliare lo sguardo. Al centro ci sono situazioni difficili e relazioni che mettono alla prova studenti e adulti.


Un liceo al centro del racconto

L’ambientazione scolastica non è soltanto lo sfondo della fiction. Nel liceo di Frascati si sviluppano le tensioni e i rapporti che permettono alla storia di affrontare il tema dell’inclusione in una forma concreta, legata alla vita quotidiana.

Il punto di partenza non riguarda una categoria definita dal certificato di nascita né dalla provenienza etnica. L’attenzione si concentra piuttosto sulle persone, sulle loro fragilità e sulla necessità di trovare uno spazio all’interno della comunità scolastica.

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Oltre il classico racconto adolescenziale

“Tutto l’amore che resta” conserva alcuni tratti del dramma adolescenziale, genere già utilizzato per raccontare contesti complessi. La fiction, tuttavia, sembra voler aggiungere un’ambizione ulteriore, portando il dibattito sull’inclusività dentro una storia corale.

La collocazione del martedì sera su Rai 1 inserisce questo tema nella programmazione di prima serata. Il risultato è un racconto che usa la scuola per parlare di differenze, difficoltà e rapporti umani senza affidarsi soltanto a formule già conosciute.

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