Perturbazione, il «tradimento» che diventa musica: cosa c’è in Risuona
Il gruppo torinese trasforma dieci brani inglesi in altrettante versioni italiane, legandole al tema dell’assenza e a una nuova fase del proprio percorso.
Il tema dell’assenza è il filo che unisce le dieci canzoni di “Risuona”, il nuovo album dei Perturbazione in arrivo il 9 ottobre per The Saifam Group. Il gruppo torinese ha scelto brani inglesi non necessariamente celebri e li ha riscritti in italiano, trasformando un repertorio altrui in un lavoro profondamente personale.
A due anni dalla rilettura de “La Buona Novella” di Fabrizio De André, la band originaria di Rivoli torna così a misurarsi con un progetto particolare. L’album arriva dopo un percorso iniziato nel 1988, con l’esordio del 1990, e dopo il successo ottenuto al Festival di Sanremo 2014 con “L’Unica”.
L’assenza diventa una nuova voce
Per Tommaso Cerasuolo, fondatore e voce del gruppo, il titolo dell’album richiama sia un suono che rimane nell’aria sia qualcosa capace di entrare nella vita di chi ascolta. La traduzione, però, non segue una logica letterale: l’obiettivo è conservare atmosfera, melodia e significato emotivo, anche quando le parole cambiano.
«Tradire dunque per rimanere fedeli a se stessi», ha spiegato Cerasuolo parlando del metodo seguito dalla band. Ogni brano è stato sottoposto a una trasformazione che, secondo il cantante, permette ai Perturbazione di appropriarsi delle canzoni senza cancellarne lo spirito originale.
La scelta dei pezzi è nata dalla volontà di raccontare una forma nascosta dell’amore, quella che si manifesta nel vuoto lasciato da una relazione o da una perdita. Il nuovo lavoro si collega così a “(Dis)Amore”, pubblicato nel 2020 e incentrato sul passaggio dall’entusiasmo iniziale alla crisi e poi all’assenza.
Dieci brani, nessuna traduzione automatica
Tra le reinterpretazioni figura “Only You” degli Yazoo, brano del 1982 che ha anticipato l’uscita dell’album con il titolo italiano “Quel che non ho più”. Cerasuolo ha raccontato che proprio i pezzi più conosciuti possono essere i più difficili da affrontare, perché un legame troppo forte con l’originale rischia di rendere impossibile una nuova lettura.
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Il gruppo ha quindi privilegiato canzoni meno note, nelle quali trovare uno spazio creativo più ampio. «Per ogni verso che risuona ne butti via altri mille», ha osservato il cantante, sottolineando quanto la riscrittura richieda di ricostruire il testo senza perdere la linea emotiva del brano di partenza.
Il collegamento con “(Dis)Amore” è emerso durante il lavoro e ha sorpreso gli stessi musicisti. Separazioni, lutti e allontanamenti vissuti negli ultimi anni hanno contribuito a dare forma a un disco che, nelle intenzioni della band, prova a trasformare un vuoto in qualcosa di pieno: «C’è la luce perché esiste il buio».
Il futuro resta senza scadenze
Per il momento i Perturbazione non stanno lavorando a nuove canzoni originali. Cerasuolo ha spiegato che la creatività non procede in modo continuo e che il gruppo preferisce concentrarsi su progetti circoscritti, come quello dedicato a De André e ora “Risuona”, senza inseguire numeri o obiettivi commerciali.
Anche il Festival di Sanremo non rientra più tra le priorità. Dopo l’invito ricevuto nel 2014 e un successivo tentativo senza esito, la band considera oggi la rassegna e il proprio percorso come due traiettorie che possono incontrarsi soltanto occasionalmente. Sul presente musicale italiano, Cerasuolo ha scherzato collocando il gruppo «da qualche parte tra Aldebaran e Vega», in un panorama frammentato e privo di riferimenti stabili.
La presentazione di “Risuona” comincerà l’8 ottobre a Milano, seguita dagli appuntamenti del 12 ottobre a Torino e del 14 ottobre a Roma. Gli incontri saranno aperti al pubblico e comprenderanno anche alcune esecuzioni dal vivo; da gennaio, invece, i Perturbazione saranno impegnati in una tournée.
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