Naza resta in vetta, Digger affonda: un solo italiano tra i primi 10
Il documentario dedicato a Gaza continua a richiamare pubblico, mentre il film di Alejandro González Iñárritu delude negli Stati Uniti nonostante l’investimento imponente.
Fuori dalla graduatoria principale, Dio ride di Giovanni Veronesi ha già raccolto 43.064 euro grazie alle anteprime. La distribuzione ufficiale del film con Pierfrancesco Favino inizierà il 29 ottobre.
Un italiano resiste nella top ten
All’ottavo posto del fine settimana compare La città dei vivi, unica produzione italiana presente tra i primi dieci titoli. Edoardo Gabbriellini ha portato sullo schermo il libro di Nicola Lagioia e ha scelto di ricostruire il delitto di Luca Verani concentrandosi sulla vittima e sui suoi familiari.
Nel cast figurano Valerio Mastandrea ed Emanuele Maria Di Stefano, in un’opera già mostrata alla Mostra del cinema di Venezia. Il debutto ha prodotto 169.184 euro, con una media di 711 euro per sala in 238 strutture; includendo le anteprime, il totale raggiunge 176.223 euro.
Naza sorprende ancora il pubblico
Il risultato più inatteso resta quello di Naza, capace di mantenere la prima posizione a una settimana dall’arrivo nei cinema. Il documentario ha totalizzato 3.033.586 euro e sfiorato quota 400mila spettatori, tanto da rimanere in programmazione ben oltre i tre giorni inizialmente previsti.
Il film nasce da conversazioni con 24 persone anonime, riprese sui tetti di Tel Aviv e incentrate sulla guerra a Gaza. La risposta degli spettatori ha così premiato un progetto apparentemente lontano dai percorsi abituali del grande pubblico, lasciando alle spalle anche una produzione con una star internazionale come Tom Cruise.
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Digger paga un debutto deludente
In Italia Digger si è fermato al quarto posto, con 532.945 euro. Il film di Alejandro González Iñárritu, regista di Birdman e The revenant e vincitore di quattro Oscar, è stato superato da Verity, thriller con Anne Hathaway e Dakota Johnson, e da Heart of the Beast - Nel profondo selvaggio, pellicola di sopravvivenza con Brad Pitt.
La performance più pesante, però, è arrivata negli Stati Uniti. A fronte di un costo superiore a 160 milioni di dollari, l’esordio americano ha fruttato appena 8 milioni, risultato particolarmente negativo per Warner Bros. in una stagione già segnata dagli insuccessi commerciali de La sposa! e Supergirl.
Il dato arriva inoltre alla vigilia della fusione con Paramount, aggiungendo pressione a un bilancio cinematografico che non ha trovato sollievo nemmeno nel progetto firmato da Iñárritu.
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