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Spettacolo 2 min di lettura1 ora fa

Neil Young reclama 10 milioni dal comitato di Trump

Neil Young accusa il comitato elettorale del presidente di avere usato il brano senza autorizzazione durante i comizi

Neil Young ha chiesto 10 milioni di dollari di risarcimento al comitato di azione politica legato a Donald Trump. Al centro della causa c’è l’utilizzo di “Rockin’ in the Free World” durante alcuni comizi per le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti.

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La nuova causa di Neil Young

L’azione legale è stata depositata lunedì presso il tribunale distrettuale federale del distretto orientale della Virginia. Il musicista sostiene che il Trump 47 Committee Inc. abbia diffuso la sua canzone come accompagnamento degli eventi politici senza avere ottenuto il necessario consenso.

Secondo quanto riportato nella denuncia, l’impiego del brano avrebbe avuto conseguenze anche sull’immagine dell’artista. Young ha infatti espresso in più occasioni posizioni molto critiche nei confronti del presidente e ritiene che la scelta della canzone possa far pensare a un suo sostegno alla causa politica di Trump.


Il precedente del 2020

Non si tratta del primo contenzioso avviato dal cantautore per lo stesso motivo. Nel 2020 Young aveva portato in tribunale la società Donald J. Trump for President Inc., contestando anche allora l’uso non autorizzato di “Rockin’ in the Free World”.

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Quella vicenda si era chiusa con un accordo. Nella denuncia depositata ora, il musicista afferma che l’organizzazione di Trump si era impegnata a non riproporre più il brano senza il suo permesso: «non avrebbe mai più utilizzato Rockin’ in the Free World senza il permesso di Young».


Il danno contestato dall’artista

La nuova iniziativa giudiziaria sostiene che l’uso della canzone sia proseguito nonostante quell’intesa. Per Young, la ripetizione dell’abbinamento tra il brano e gli appuntamenti elettorali del presidente avrebbe danneggiato sia la sua reputazione sia il suo marchio.

La richiesta economica ammonta a 10 milioni di dollari. La contestazione riguarda dunque il diritto d’autore, ma nella causa viene richiamato anche il possibile effetto sull’immagine pubblica di un artista che, secondo la denuncia, non intende essere associato a Donald Trump.

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