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Spettacolo 3 min di lettura3 ore fa

Claudio Baglioni riporta il figlio sul palco a Roma

Giovanni Baglioni ha aperto il concerto del padre e ha cantato con lui dopo il ritorno sulle scene

Giovanni Baglioni ha aperto a Roma il concerto del padre Claudio e ha condiviso con lui un duetto.

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Il rapporto con Claudio

Il legame familiare resta forte, anche se Giovanni ha cercato per anni di costruire una strada artistica autonoma. In passato ha definito Claudio «l'artista più grande della nostra contemporaneità», riconoscendone l'influenza senza rinunciare alla propria identità musicale.

Nella vita privata, Giovanni è legato da circa dieci anni a Roberta. Nel 2025 la coppia ha avuto Leone Riccardo, il cui secondo nome richiama il nonno paterno di Claudio, morto nel 2003.


Il ritorno sul palco a Roma

L'esibizione si è svolta durante “Che notte è questa! La partenza”, progetto composto da sette serate. Claudio Baglioni era tornato a esibirsi dopo l'interruzione causata a giugno da una polmonite interstiziale acuta, che aveva fatto slittare di un anno il “Grand Tour La vita è adesso”.

Per l'appuntamento romano, il cantautore ha affidato al figlio l'apertura dello spettacolo. Giovanni ha eseguito con la chitarra “Get Up!” e “Roots”; in seguito i due hanno proposto “Con tutto l'amore che posso” in una versione ridotta a voce e strumento, con Roma illuminata di blu alle loro spalle.


La musica prima del cognome

Nato nella capitale il 19 maggio 1982, Giovanni è l'unico figlio di Claudio Baglioni e Paola Massari. La madre è stata d'ispirazione per alcune canzoni del cantautore, tra cui “Questo piccolo grande amore”, mentre “Avrai” fu scritta circa un mese dopo la nascita del figlio.

Con il tempo, quel brano ha smesso di essere soltanto un riferimento familiare. «Ormai è patrimonio comune, è di tutti», ha spiegato Giovanni, che tra le canzoni del padre preferisce anche “Grand'uomo”, “Dieci dita” e “L'ultimo omino”, legata ai videogiochi giocati insieme a Claudio.


Dagli studi ai primi concerti

Giovanni ha iniziato a prendere lezioni di chitarra classica quando aveva otto anni. In seguito ha perfezionato la tecnica con Pino Forastiere e ha indicato Michael Hedges tra gli autori che hanno orientato il suo modo di suonare.

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La prima grande apparizione arrivò nel 1998 allo Stadio Olimpico di Roma, dove a 16 anni si esibì con il padre davanti a circa 100mila persone. Il debutto da solista risale invece al 2006, durante un soggiorno di tre mesi in un villaggio turistico alle Maldive: per non essere riconosciuto, utilizzò il nome “Giovanni Marini”.

La scelta nasceva dal peso di un cognome già noto. «Io non potevo mai essere un foglio bianco per gli altri. Il cognome occupava già tutto lo spazio», ha raccontato, ricordando anche di aver cercato da adolescente di non mostrare la carta d'identità.


Album e collaborazioni

Nel 2009 è uscito “Anima meccanica”, il suo primo disco. Nello stesso periodo Giovanni ha lavorato a “If” di Mario Biondi e a “Q.P.G.A.” del padre; l'anno seguente ha iniziato il primo tour personale. Il secondo album, “Vorrei bastasse”, è stato pubblicato il 24 marzo 2023.

La sua attività comprende concerti in rassegne dedicate alla chitarra acustica e diverse partecipazioni al Canadian Guitar Festival. Ha inoltre collaborato con Nicola Piovani, Simone Cristicchi, Santi Scarcella e Stefano Di Battista, prendendo parte anche a produzioni che uniscono musica, teatro e danza.


Un percorso personale

Giovanni ha sempre cercato di essere valutato per il proprio lavoro, pur sapendo che il legame con Claudio resterà parte della sua storia. «Sarò sempre il figlio di», ha ammesso, spiegando però di aver notato una maggiore attenzione del pubblico paterno verso le sue qualità di musicista.

La chitarra continua a essere il centro della sua attività. La serata romana ha riunito questa ricerca personale con il repertorio di Claudio, in un incontro musicale condiviso davanti al pubblico di Piazza di Siena.

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