Monica Bellucci sfida il tempo: la scelta che cambia i suoi ruoli
A 62 anni, l’attrice ripercorre moda, cinema, maternità e amori, trasformando l’età in una nuova chiave per raccontarsi sullo schermo.
Il tempo non è un avversario da fermare, ma una parte della vita da attraversare con consapevolezza. Monica Bellucci, arrivata a 62 anni, lo racconta attraverso le parole e soprattutto attraverso i personaggi scelti negli ultimi anni: figure mature, complesse e lontane dall’immagine della seduttrice che l’ha resa famosa agli inizi.
Il tempo entra nei suoi personaggi
Nel 2026 l’attrice è tornata al Festival di Cannes con *Histoires de la nuit*, film diretto da Léa Mysius. Sullo schermo interpreta Cristina, una donna adulta, sola e segnata dalle esperienze vissute: un ruolo che Bellucci ha trovato stimolante proprio perché legato alla maturità e ai cambiamenti portati dagli anni.
Alla Croisette ha presentato anche *Ketticè* di Giovanni Tortorici. Le scelte più recenti confermano così un percorso sempre meno vincolato ai ruoli della giovinezza e più orientato verso personaggi dotati di profondità e contraddizioni. In un’intervista, Bellucci ha riassunto la propria posizione con una frase netta: “O invecchi o muori, non ci sono altre possibilità”.
L’attrice ha anche sottolineato che il corpo cambia inevitabilmente e che bisogna imparare ad accettare questa trasformazione. Già in passato aveva difeso il valore delle rughe, considerate non un difetto da cancellare ma il segno concreto delle esperienze personali, in una prospettiva che ricordava quella di Anna Magnani.
Dalla moda ai grandi set
Nata il 30 settembre 1964 a Città di Castello con il nome di Monica Anna Maria Bellucci, aveva iniziato gli studi di Giurisprudenza prima di dedicarsi alla moda. L’occasione professionale arrivata nel settore l’ha portata a lasciare gradualmente l’università e a muoversi tra le principali capitali internazionali.
Le passerelle e le copertine sono diventate il punto di partenza per il cinema. L’esordio è arrivato nei primi anni Novanta, mentre nel 1996 *L’appartamento*, diretto da Gilles Mimouni, ha rappresentato un passaggio importante anche sul piano personale: sul set ha conosciuto Vincent Cassel.
La popolarità mondiale è arrivata con *Malèna*, il film di Giuseppe Tornatore uscito nel 2000. In seguito Bellucci ha lavorato in produzioni italiane, europee e statunitensi, da *Matrix Reloaded* e *Matrix Revolutions* a *La passione di Cristo* e *Spectre*. Nella sua filmografia figurano inoltre *Ricordati di me*, *Sanguepazzo*, *Le meraviglie*, *The Wonders*, *On the Milky Road*, *Siccità*, *Diabolik - Chi sei?* e *Beetlejuice Beetlejuice*.
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Maternità e libertà personale
La vita privata ha avuto un ruolo importante nel percorso dell’attrice. Bellucci e Cassel si sono sposati nel 1999 e hanno avuto due figlie: Deva, nata nel 2004, e Léonie, venuta al mondo nel 2010. La separazione è stata annunciata nel 2013, dopo quattordici anni di matrimonio.
Con la crescita delle figlie, la maternità si è trasformata anche in un esercizio di distacco. Parlando della loro autonomia, Bellucci ha detto nel 2026: “Mi fa molto piacere vederle crescere oggi, vederle libere e costruirsi la propria vita”. Il suo sostegno, ha spiegato, passa dalla capacità di accompagnarle senza impedire loro di trovare una direzione indipendente.
Un altro legame molto seguito è stato quello con Tim Burton. I due si sono incontrati nel 2022 durante il Lumière Film Festival e hanno reso pubblica la relazione l’anno seguente. Dopo la fine del rapporto, comunicata nel 2025, Bellucci ha scelto di sottolineare il rispetto rimasto tra loro e, nel 2026, ha sintetizzato così il senso di una relazione conclusa: “L’importante è uscire arricchiti dal tempo trascorso insieme”.
Anche il teatro nel percorso
Il cinema non è stato l’unico spazio di ricerca dell’attrice. Nel 2019 Bellucci ha esordito a teatro con *Lettres et mémoires*, recital costruito su testi legati a Maria Callas e successivamente presentato anche al Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Nel 2021 ha ricevuto il David Speciale. Il riconoscimento si inserisce in una fase della carriera nella quale l’attrice ha ampliato il proprio raggio d’azione, lasciandosi alle spalle l’obbligo di restare legata all’immagine che l’aveva accompagnata durante i primi anni di notorietà.
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