Mike Leigh verso l’addio: la malattia che cambia tutto per il suo cinema
Dal festival di San Sebastián il regista britannico ha raccontato la miosite e ha lasciato intendere che Tender Loving Care potrebbe essere il suo film conclusivo, chiudendo una carriera lunga oltre mezzo secolo.
Mike Leigh ha fatto capire che la sua corsa dietro la macchina da presa potrebbe essere arrivata all’ultima curva. A San Sebastián, presentando Tender Loving Care, il regista ha spiegato che la miosite gli rende complicati i movimenti e che, proprio per questo, il nuovo film rischia di essere il suo addio al cinema.
Nel raccontare la sua condizione, il cineasta britannico ha usato parole molto dirette: la patologia, ha detto, incide sui suoi muscoli e gli rende difficile perfino spostarsi. Da qui la conclusione, quasi inevitabile nel suo discorso, che questo titolo potrebbe restare l’ultimo della sua filmografia.
Un percorso nato tra tv e festival
La notizia arriva mentre Leigh, 82 anni, presenta il suo sedicesimo lungometraggio, ma la sua storia artistica è molto più lunga. Prima di diventare uno dei nomi più riconoscibili dell’autorialità europea, aveva mosso i primi passi nella BBC, tra anni Sessanta e Settanta, costruendo lì il proprio metodo di lavoro.
Il passaggio decisivo è arrivato con il circuito dei festival. Segreti e bugie gli ha portato la Palma d’Oro nel 1996, mentre Il segreto di Vera Drake ha conquistato il Leone d’Oro a Venezia nel 2004. Due riconoscimenti che hanno consolidato un percorso già molto distinto, fatto di sguardi ravvicinati sulla vita ordinaria e sulle sue fratture.
Il cinema delle persone comuni
Nel racconto di Leigh tornano spesso figure lontane dai protagonisti eroici. I suoi film hanno messo al centro la gente comune, con le sue paure, le piccole menzogne e i segreti che pesano nelle relazioni quotidiane. È un cinema politico, ma letto attraverso un filtro umanista, più interessato a osservare che a giudicare.
Questo approccio lo accomuna in parte a Ken Loach, con cui condivide anche le origini televisive. Però la sua cifra è diversa: meno dichiaratamente militante, più attenta alla solitudine individuale dentro un contesto sociale segnato dalle trasformazioni dell’Inghilterra post-thatcheriana e poi dalla stagione blairiana della terza via.
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Leigh, che si definisce ateo e antimonarchico, ha anche sostenuto pubblicamente Jeremy Corbyn. E, per anni, lui e Loach sono stati persino confusi da qualcuno per strada, nonostante l’aspetto fisico li renda quasi opposti.
Le reazioni attorno a Tender Loving Care
Il nuovo film è passato da Toronto e Telluride prima di approdare in Spagna, ma il giudizio della critica non è stato unanime. Variety non lo ha accolto con grande entusiasmo, mentre tra gli spettatori che votano sui siti aggregatori i riscontri risultano molto più alti.
La storia ruota attorno a due assistenti sociali nell’Inghilterra di oggi, in un Paese guidato dai laburisti ma ancora alle prese con tagli al welfare pubblico. Resta da capire se il film arriverà davvero nelle sale italiane.
Chi vorrà ripercorrere la sua carriera può tornare a Segreti e bugie oppure recuperare Turner, il biopic su J.M.W. Turner che resta uno dei suoi lavori più singolari. Se Tender Loving Care sarà davvero l’ultimo capitolo, la sensazione è che si chiuda una stagione del cinema britannico destinata a mancare a molti.
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