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Spettacolo 4 min di lettura1 ora fa

Masini guarda indietro e non cambia nulla: «Ho dato tutto

A 62 anni il cantautore riflette su amore, politica e musica mentre prepara cinque concerti nei palasport e il nuovo album Perfetto Imperfetto.

Ripensando al ragazzo che nel 1990 conquistò Sanremo, Marco Masini non individua errori da cancellare né decisioni da correggere. Oggi, a 62 anni, dice di sentirsi pienamente soddisfatto del percorso compiuto e del rapporto costruito con il pubblico: «Sono felicissimo di essere quello che sono». Secondo lui, anche un piccolo cambiamento nel passato avrebbe potuto modificare l’intera traiettoria artistica.

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L’amore visto con più cautela

Con il passare degli anni, racconta Masini, il sentimento amoroso viene osservato con maggiore prudenza. La maturità porta con sé nuove esperienze, ma anche il timore di perdere se stessi, gli affetti e la lucidità necessaria per assaporare ogni momento.

Da questa consapevolezza nasce un approccio meno idealizzato all’amore. La fragilità, aumentata dal tempo e dalle responsabilità, rende più difficile abbandonarsi senza riserve e conduce a un rapporto più disincantato con i sentimenti.


Cinque serate e un album nuovo

Il cantautore si prepara a salire sui palasport per cinque appuntamenti del tour Marco Masini – Live 2026. Gli spettacoli sono fissati tra il 3 e il 14 novembre a Milano, Firenze, Padova, Roma e Napoli, con un repertorio costruito sui brani più noti di oltre 36 anni di carriera.

Durante le serate troveranno spazio anche alcuni pezzi del prossimo disco, Perfetto Imperfetto, che verranno eseguiti dal vivo per la prima volta. Masini ha inoltre anticipato la presenza di alcuni ospiti: due collaborazioni sembrano vicine, mentre per una terza manca ancora la conferma, poiché gli artisti coinvolti hanno già altri impegni.


L’istinto torna protagonista

Il titolo del nuovo lavoro riflette una convinzione maturata nel tempo: l’imperfezione può diventare una forma di autenticità. Masini si descrive come una persona naturalmente impulsiva, ma per anni ha cercato di contenere questa caratteristica attraverso metodo, pianificazione e razionalità.

Ora sente il bisogno di recuperare quella spontaneità. In una realtà che, a suo giudizio, ha smarrito molti punti di riferimento, affidarsi all’intuito può persino aiutare a commettere meno errori.


Vecchi problemi, nuove forme

Molti temi presenti nelle sue canzoni degli anni Novanta restano attuali. Violenza contro le donne, dipendenze, abuso di potere, bullismo, discriminazione e inganno non sono stati superati, anche se oggi la sensibilizzazione passa più rapidamente attraverso i social e le campagne pubbliche.

Masini osserva che la comunicazione consente di diffondere messaggi e iniziative con maggiore immediatezza. Tuttavia, la maggiore attenzione non coincide con la scomparsa dei problemi che quelle canzoni cercavano già allora di portare all’attenzione del pubblico.

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I giovani, secondo il cantautore, dispongono oggi di strumenti diversi per unirsi e protestare. Le piazze non sono più l’unico luogo di aggregazione: le reti sociali permettono di coordinarsi in una sorta di spazio collettivo, ma resta incerto se questa mobilitazione riesca davvero a produrre trasformazioni profonde.

A pesare è anche la perdita di fiducia nella politica. Masini ricorda figure come De Gasperi, Berlinguer, Moro, Andreotti e Almirante, considerate da lui espressione di una classe dirigente capace di imporsi e farsi ascoltare. Dopo Tangentopoli, sostiene, l’equilibrio si è spezzato e le nuove generazioni si trovano più sole nel tentativo di cambiare la realtà.


Le influenze nate in studio

Prima ancora di affermarsi come autore, Masini si è formato come musicista. Keith Emerson e Jon Lord sono stati riferimenti decisivi per imparare a suonare e ad accompagnarsi, mentre Elton John e Billy Joel hanno contribuito alla sua crescita artistica.

Nella sua formazione hanno avuto un ruolo anche l’arrivo dei sintetizzatori, l’elettronica e le prime batterie elettroniche. Ricorda in particolare l’impatto dei Rockets a Firenze e la scoperta della drum machine tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.

Tra i gruppi che considera fondamentali cita Beatles, Coldplay e Radiohead. Ancora oggi, quando lavora alla tastiera nel proprio studio di registrazione, li considera riferimenti essenziali per sviluppare nuove idee musicali.


Un esperimento ancora da verificare

Nel futuro resta un progetto che Masini non ha ancora realizzato. Non si tratta di un premio o di un riconoscimento, ma di una prova musicale con cui vorrebbe misurarsi usando la propria voce, il proprio istinto e il suo personale modo di comporre.

Prima di trasformare l’idea in realtà, però, vuole verificarne l’efficacia emotiva. Preferisce procedere soltanto quando sarà certo del risultato, senza esporsi a un passo più lungo delle proprie possibilità.

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