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Spettacolo 3 min di lettura1 ora fa

Vasco-Spagnoli, l’addio dopo 40 anni: il retroscena della lite

Lo storico stage manager non sarà al fianco del rocker nelle dieci date romane del 2027: tra messaggi social, chiarimenti e una separazione ancora dolorosa.

La ricerca di un sostituto è già cominciata, anche se per Vasco Rossi la separazione da Diego Spagnoli resta un colpo difficile da assorbire sul piano umano e organizzativo. Il cantautore ha assicurato che gli appuntamenti con il pubblico andranno avanti e ha chiuso il suo intervento con un messaggio rivolto all’ex collaboratore: «Buona fortuna comunque».

Rossi sostiene di aver parlato più volte con Spagnoli negli ultimi tre mesi, ricevendo conferme sulla volontà di lasciare l’incarico. Per questo considera la decisione ormai definita, pur descrivendo l’addio come un evento inatteso e tutt’altro che indolore.

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Una separazione che pesa sul prossimo show

Il distacco arriva alla vigilia di uno degli impegni più importanti nella storia professionale di Vasco. Nel giugno 2027 il cantante sarà infatti protagonista di 10 concerti a Roma, organizzati per celebrare 50 anni di carriera e presentati come il «Giubileo di Vasco».

Spagnoli, figura centrale nella gestione tecnica degli spettacoli, non prenderà parte a quella serie di appuntamenti. Per oltre 40 anni ha lavorato dietro le quinte degli show del rocker di Zocca, un ruolo essenziale anche se normalmente lontano dagli occhi degli spettatori.


Il diverbio durante le prove

Secondo la ricostruzione di Vasco, il rapporto si è incrinato durante una prova sul palco, alla presenza di altre due persone. Il cantante ha riconosciuto di essere stato particolarmente teso e nervoso e ha ammesso di aver rivolto a Spagnoli parole che lo hanno ferito, pur precisando che il proprio stato d’animo non può giustificare quanto accaduto.

Nonostante il contrasto, lo stage manager ha portato a termine il tour mantenendo, secondo Rossi, un comportamento professionale. Terminata l’ultima data, avrebbe inviato al cantautore un video nel quale spiegava le ragioni della sua scelta. Vasco ha ricordato il legame costruito nel tempo e ha ribadito: «Diego non è sostituibile. Diego è Diego».

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La replica e la battuta sul Vaticano

Spagnoli ha poi chiarito sui social di essere stato l’unico a decidere di non partecipare all’evento romano del 2027. Ha escluso pressioni da parte di direttori artistici o dirigenti e ha invitato a non attribuire ad altri la responsabilità del suo passo indietro.

Nel suo messaggio ha salutato il pubblico e quanti lavorano oltre le transenne, rivendicando gli anni trascorsi al servizio degli spettacoli e il contributo offerto alla squadra. Il post si è concluso con una frase ironica legata al nome scelto per i concerti: «Quando c'è un Giubileo, io vado a San Pietro, Vaticano… che non è Roma!».

Rossi ha replicato giudicando quella versione eccessivamente orientata a presentare Spagnoli come vittima. Il cantante ha inoltre contestato il richiamo a una battuta di Claudio Golinelli, detto il Gallo, bassista della band, sostenendo che quel commento non dimostrerebbe l’esistenza di un obbligo dietro le dimissioni.

A suo dire, la decisione era stata comunicata e confermata in più occasioni, fino a diventare irrevocabile. Il futuro della macchina organizzativa è dunque già in fase di riorganizzazione, mentre resta aperta la possibilità di un chiarimento personale tra i due protagonisti di una collaborazione durata più di quattro decenni.

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