Dov’è Mirko? La fantasia di Giovanna sfida la provincia del 1999
Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti tornano con una storia agrodolce di crescita, lutto e immaginazione, ambientata ad Albinia e illustrata dall’universo creativo di Zerocalcare.
Ad Albinia, nel territorio di Grosseto, l’ultimo anno scolastico del 1999 viene sconvolto dalla scomparsa di Mirko Sabatini. A cercare risposte è Giovanna, dodicenne inquieta e solitaria, che non trova sostegno né tra gli adulti né tra i compagni con cui vive un rapporto difficile. Per resistere all’assenza dell’amico, la ragazza si rifugia in un universo popolato da unicorni colorati, peluche a forma di alligatore e da un samurai televisivo con la voce del padre scomparso.
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Giovanna cerca risposte nel fantastico
“Caro mondo crudele” è il secondo lungometraggio di Niccolò Falsetti e Francesco Turbanti, dopo “Margini”, accolto con il premio del pubblico alla Settimana della critica e candidato a due David di Donatello e tre Nastri d’argento. Stavolta i due autori spostano lo sguardo dal punk di provincia all’adolescenza, costruendo una storia di formazione ambientata in una Maremma ancora analogica.
Il racconto nasce anche da esperienze personali, comprese le perdite affrontate dai registi durante la giovinezza. Falsetti ha spiegato che il film rielabora i ricordi delle estati trascorse dai nonni a Grosseto, luogo sospeso tra città e provincia: “Quelle atmosfere ci hanno formato prima come spettatori, poi come cinefili e infine come autori”. Il tono guarda al cinema di formazione e a opere come “Stand by me” e “Fuga dalla scuola media”, mentre l’epoca viene ricostruita attraverso cartoni giapponesi trasmessi in televisione e riprese effettuate con videocamere Super Hi8.
Zerocalcare entra nella storia
La fantasia di Giovanna ha portato Falsetti e Turbanti a coinvolgere Michele Rech, conosciuto come Zerocalcare. I registi lo frequentavano già negli ambienti del punk hardcore e avevano collaborato con lui anche per la locandina di “Margini”. In questo nuovo progetto, però, il fumettista non si è limitato a realizzare un’immagine: ha contribuito a dare forma al mondo immaginario della protagonista.
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Il lavoro ha rappresentato una sfida anche per Rech, chiamato a confrontarsi con la scrittura cinematografica e con un’animazione diversa da quella dei suoi progetti abituali. Falsetti ha raccontato che l’idea è nata durante una conversazione, quando il gruppo ha immaginato di portare Zerocalcare dentro gli anni Novanta e di far dialogare i suoi disegni con una storia dal tono più malinconico.
Un debutto atteso il 22 ottobre
A interpretare Giovanna è Aurora Malianni, già apparsa in “Margini”. L’attrice ha affrontato una preparazione lunga per avvicinarsi a un personaggio molto distante dalla propria esperienza: “Entrare nella mente di una ragazza di quegli anni non è stato semplice, ma con il loro aiuto sono riuscita a riconoscermi in lei”. Francesco Turbanti compare inoltre nel ruolo di un insegnante incapace di gestire la situazione.
Il film arriverà nelle sale il 22 ottobre con la distribuzione di Fandango. Falsetti ha detto di voler rivolgere l’opera anche a chi abitualmente non frequenta i cinema, puntando su più elementi: la provincia, l’animazione, la memoria e il passaggio all’età adulta. La nostalgia, pur considerata dagli autori un sentimento da mettere in discussione, resta così una delle componenti emotive centrali del racconto.
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