Lollipop, ritorno dopo 22 anni: il prezzo pagato al talent
Marcella Ovani racconta la reunion con Marta Falcone e Veronica Rubino, il successo di Popstars e le occasioni soliste rimaste bloccate dopo la fine del gruppo.
La reunion delle Lollipop oggi nasce da una consapevolezza che nel 2001 non poteva esistere: il controllo sulle proprie scelte. Marcella Ovani, Marta Falcone e Veronica Rubino hanno rimesso in piedi il gruppo originale con Say Now, il singolo che accompagna il ritorno sulle scene dopo una lunga pausa.
La band si era fermata nel 2004, dopo una stagione brevissima e molto intensa. Salvo due apparizioni estemporanee nel 2013 e nel 2017, le tre cantanti non avevano più lavorato insieme con continuità. A riavvicinarle sono stati i 25 anni dalla nascita del progetto e una canzone proposta da Ovani.
Una reunion con regole nuove
Questa volta, spiega Ovani, il rapporto tra le componenti è diverso: sono adulte, hanno maturato esperienze separate e possono scegliere autonomamente tempi e modalità. La cantante sottolinea che, rispetto all’inizio, oggi esiste soprattutto la libertà di rifiutare ciò che non convince e di occuparsi direttamente della gestione del progetto.
Nel gruppo originale, invece, le decisioni passavano spesso dai discografici. Le ragazze venivano consultate, ma erano molto giovani e non avevano ancora gli strumenti per sostenere le proprie posizioni. Ovani, che all’epoca aveva circa vent’anni ed era la più piccola, racconta di aver vissuto quella fase con ingenuità e con una pressione difficile da comprendere pienamente.
L’obiettivo attuale non è inseguire i numeri del passato. Le Lollipop guardano alla nuova generazione, citando tra le artiste apprezzate Elodie, e riconoscono che il mercato oggi attribuisce un peso maggiore all’immagine. Per questo il progetto viene affrontato con leggerezza, senza aspettative legate a dischi di platino o a un ritorno ai livelli di popolarità raggiunti dopo Popstars.
Il successo che è diventato un’etichetta
Nel 2001 Popstars trasformò cinque giovani concorrenti nella prima girl band italiana nata da un talent musicale. Il programma generò un’enorme attenzione, portò al successo Down Down Down e rese le componenti volti riconoscibili in tutto il Paese. Ovani ricorda di essere arrivata al provino dopo numerosi concorsi e su insistenza della madre, senza immaginare la dimensione che avrebbe assunto l’esperienza.
Tour, competizione interna e improvvisa notorietà arrivarono in rapida successione. Le ragazze furono anche inserite in una casa durante le fasi finali del programma, mentre il pubblico seguiva ogni passaggio con un coinvolgimento molto forte. Ovani racconta di aver faticato a vivere quella popolarità, anche perché la giovane età e la timidezza non le permettevano di gestire serenamente l’esposizione.
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Il passaggio più delicato arrivò a Sanremo 2002 con Batte forte. Secondo la cantante, il gruppo non era pronto per un appuntamento di quel peso: un errore sulla prima nota compromise l’esibizione e alimentò tensioni già presenti. Nei mesi successivi, scelte poco efficaci e l’assenza di un sostegno adeguato portarono alla conclusione del contratto, che nel 2004 non venne rinnovato.
Ovani non definisce però quell’esperienza un fallimento. I quattro anni trascorsi insieme restano, nelle sue parole, un periodo felice. Il danno maggiore riguarderebbe piuttosto le possibilità individuali: dopo l’esperienza televisiva, le tre artiste sono rimaste associate quasi esclusivamente al programma che le aveva lanciate.
Dal talent si può ancora uscire
La cantante non considera i talent show un modello da rifiutare in assoluto. Ricorda che artiste come Annalisa, Emma, Angelina Mango ed Elodie sono passate da Amici, mentre Måneskin e Marco Mengoni hanno trovato visibilità con X Factor. La differenza, a suo giudizio, sta nella capacità di usare la televisione come punto di partenza e non come identità definitiva.
Per le Lollipop, invece, quell’etichetta è rimasta troppo a lungo. L’esordio televisivo fu un esperimento nuovo anche per chi lo stava realizzando, ma le conseguenze sulla carriera delle componenti non erano prevedibili. Ovani osserva che oggi esistono più percorsi per farsi conoscere e invita chi partecipa a valutare con attenzione ciò che può arrivare dopo il successo immediato.
Nel frattempo la cantante ha creato un’attività dedicata alla personalizzazione e alla pittura di borse, senza abbandonare la musica. Il legame con il pubblico, però, è rimasto vivo: durante il tour estivo le Lollipop hanno ritrovato molti adolescenti di allora e un seguito particolarmente affettuoso nella comunità LGBT.
Oggi il gruppo conserva soprattutto questo rapporto con chi lo ha sostenuto. Ovani ha inoltre una nuova canzone pronta e non esclude di poterla presentare un giorno sul palco dell’Ariston. Sanremo, questa volta, sarebbe una scelta valutata con maggiore esperienza e piena autonomia.
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