James McAvoy, il corpo lo fermò prima di “Glass”: “Non correvo più
Dopo una biopsia per un’ombra al polmone, l’attore affrontò un’infezione gravissima e una lunga riabilitazione per tornare sul set.
Per prepararsi a tornare nei panni della Bestia in “Glass”, James McAvoy dovette ricominciare dalle azioni più semplici. Dopo il ricovero, infatti, riusciva a camminare ma non era ancora in grado di correre, andare in bicicletta o fare jogging.
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La riabilitazione prima del set
L’attore, oggi 47enne e noto anche per la saga di “X-Men”, avrebbe dovuto recuperare rapidamente forza e massa muscolare per il film diretto da M. Night Shyamalan, seguito di “Split”. Le sue condizioni, però, gli impedivano di affrontare il normale allenamento richiesto dal ruolo.
Per rimettersi in forma si affidò al personal trainer Magnus Lygdback. Il percorso gli consentì di recuperare abbastanza da presentarsi nuovamente sul set, anche se solo pochi mesi prima aveva rischiato conseguenze molto più gravi.
L’emergenza arrivò dopo la biopsia
La vicenda risale alla primavera del 2018, quando un controllo medico evidenziò un’ombra sul polmone. I sanitari decisero di eseguire una biopsia per verificare l’eventuale presenza di un tumore: l’esame escluse poi quella possibilità, ma lasciò una ferita che si infettò.
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Due giorni dopo la procedura, McAvoy si trovava da solo nella propria abitazione. Mentre era a letto, i suoi polmoni collassarono e fu necessario un ricovero durato quasi tre settimane. L’episodio è stato rievocato dall’attore nel podcast “Armchair Expert” di Dax Shepard, in una puntata pubblicata il 12 ottobre.
I medici temevano il peggio
Secondo il racconto di McAvoy, l’infezione non rispondeva ai primi tentativi di trattamento. “Hanno provato di tutto per ripulire la zona, ma niente funzionava”, ha spiegato parlando dell’intervento dei chirurghi.
A quel punto i medici gli prospettarono un’operazione molto più invasiva: “Mi hanno detto che mi avrebbero aperto completamente per pulire tutto”. L’attore ha definito quella prospettiva terrificante e ha ammesso di aver rivalutato le proprie priorità dopo aver pensato concretamente di poter morire: “Ho rischiato di morire. Ero a casa da solo quando i miei polmoni sono collassati”.
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