Il palco come una commozione: la scelta difficile di Billy Joel
Il cantautore ha raccontato perché ha accettato l’impianto di uno shunt e quale prezzo potrebbe avere per il suo cervello il ritorno ai concerti
Billy Joel potrebbe dover rinunciare ancora a lungo alle esibizioni regolari. I medici lo hanno avvertito che continuare a suonare dal vivo rischierebbe di aggravare i danni neurologici e di accelerare la perdita di cellule cerebrali; per questo il cantautore ha scelto di fermarsi, almeno per ora.
Il palco resta un rischio concreto
A preoccupare gli specialisti non sarebbe soltanto la fatica legata ai concerti. Secondo quanto riferito dall’artista, l’esposizione alla musica rock ad alto volume sottoporrebbe il cervello a uno stress paragonabile a quello di una commozione cerebrale ogni volta che sale sul palco.
«Mi hanno detto che, a causa del mio lavoro, che consiste nel suonare musica rock and roll molto forte, era come se avessi qualcosa di simile a una commozione cerebrale ogni volta che facevo uno spettacolo», ha raccontato Billy Joel parlando delle indicazioni ricevute dai sanitari. Il timore è che il ripetersi delle performance possa provocare ulteriori conseguenze sui nervi cerebrali.
La diagnosi ha cambiato tutto
Il problema è emerso dopo la diagnosi di idrocefalo normoteso, ricevuta nel maggio 2025. Si tratta di una condizione associata all’accumulo di liquido nel cervello e potenzialmente capace di compromettere seriamente le funzioni cognitive.
Quando ha appreso quale trattamento sarebbe stato necessario, il musicista non ha accettato subito l’idea dell’intervento. Dopo aver chiesto spiegazioni, ha saputo che i medici avrebbero dovuto praticare un foro nel cranio per collocare uno shunt nel cervello: una prospettiva che lo ha spinto, inizialmente, a dire di no.
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Billy Joel, 77 anni, ha poi approfondito la propria situazione e ha valutato i rischi legati alla rinuncia alle cure. Non riusciva a capire con certezza quanto dei suoi problemi dipendesse dall’età e quanto dalla malattia, ma non voleva mettere in pericolo le proprie capacità cognitive. Ha così cambiato decisione e si è sottoposto all’operazione, dopo la quale ha riferito di aver registrato un miglioramento.
Un ritorno ancora molto prudente
L’intervento non ha escluso del tutto la possibilità di tornare davanti al pubblico. A gennaio Billy Joel si è esibito insieme ai Turnstiles, gruppo-tributo dedicato alla sua musica, ma quell’apparizione non ha segnato la ripresa della normale attività concertistica.
Le raccomandazioni dei medici restano infatti restrittive. Il cantante è stato invitato a evitare appuntamenti dal vivo frequenti, perché l’elevato volume della musica e la ripetizione degli spettacoli potrebbero avere effetti negativi sul cervello.
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