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Spettacolo 1 min di lettura23 set

Hayden Panettiere, la verità dell’autopsia dopo la morte a 36 anni

L’indagine medica ha attribuito il decesso dell’attrice a un mix di sostanze, mentre le autorità hanno escluso elementi sospetti e ricostruito gli ultimi momenti a Greenville.

La polizia di Greenville ha chiarito che, nei primi rilievi, non sono emersi indizi di un crimine legato alla morte di Hayden Panettiere. Un portavoce ha spiegato che l’inchiesta iniziale non ha mostrato circostanze anomale, mentre l’attrice si trovava con Brian Hickerson in un rapporto segnato da pause e riprese.


Gli ultimi minuti a Greenville

Il 16 agosto i soccorritori sono arrivati in un complesso residenziale della Carolina del Sud e hanno tentato di rianimarla con manovre di supporto vitale cardiaco avanzato. In seguito, il decesso è stato accertato senza che venissero rilevati traumi tali da aver inciso sull’esito finale.


Cosa ha trovato l’indagine

Secondo quanto diffuso ai media statunitensi dall’ufficio del medico legale della contea di Greenville, la causa è stata collegata agli effetti tossici del fentanyl e di altre sostanze. Nell’organismo sono comparse anche tracce di alprazolam, metocarbamolo e quetiapina, elementi che hanno portato a classificare la morte come accidentale.

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Una battaglia durata anni

L’ex protagonista di Heroes, Scream e Nashville aveva 36 anni e da tempo faceva i conti con dipendenze da droghe e farmaci, affrontate anche attraverso diversi percorsi in clinica per la disintossicazione. Nel memoir uscito a maggio, This is me: a reckoning, aveva ripercorso alcolismo, uso di sostanze e difficoltà legate alla salute mentale, ricordando anche il successo arrivato da bambina con Il sapore della vittoria.

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