Giovanna Mezzogiorno e le sue 20 vite: il passato non basta più
Dagli esordi al cinema di Bellocchio, fino ai nuovi film e al ruolo nella storia di Lucio Dalla: l’attrice racconta memoria, famiglia e presente.
Tra cinema, ricordi familiari e nuovi progetti, Giovanna Mezzogiorno guarda alla propria carriera senza lasciarsi intrappolare dalla nostalgia. L’attrice, in attività dal 1997 dopo l’esordio ne Il viaggio della sposa, sarà protagonista alla prossima Festa del Cinema di Roma con Sotto a chi tocca di Giorgio Pasotti e Se ami qualcuno dillo di Marco Bonini.
Il presente contro la nostalgia
Mezzogiorno descrive il proprio percorso come un’esperienza tanto intensa da sembrare composta da esistenze differenti. Il successo, i momenti difficili e le trasformazioni personali si sono susseguiti con una velocità che ancora oggi le rende complicato voltare pagina.
Il rischio, spiega, è restare legata a ciò che è stato e rimpiangere continuamente le occasioni perdute. «Combatto per non rimanere attaccata lì», racconta, sottolineando che vivere pienamente il presente rappresenta per lei una conquista tutt’altro che semplice.
Il cinema come prova decisiva
Tra i capitoli più impegnativi della sua carriera c’è Vincere, diretto da Marco Bellocchio, regista che in precedenza aveva lavorato con suo padre Vittorio in La condanna. Mezzogiorno considera quel film un passaggio fondamentale, affrontato insieme al regista con una partecipazione emotiva molto profonda.
Nel ruolo al centro della pellicola si è confrontata con una dimensione femminile segnata da dolore, maternità e passione. L’attrice ricorda quell’esperienza come un lavoro enorme e, allo stesso tempo, come qualcosa capace di lasciare un’impronta permanente sia su di lei sia su Bellocchio.
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Il ricordo severo di Vittorio
Vittorio Mezzogiorno è morto nel 1994, ma il ricordo del padre continua a occupare uno spazio importante nella memoria dell’attrice. Da adolescente riceveva da lui poche lodi e soprattutto richiami a non lasciarsi sedurre dall’immagine di sé.
«Non ti guardare troppo allo specchio», le diceva, invitandola a non montarsi la testa. Un complimento, però, arrivò dopo averla ascoltata cantare e vista danzare: Mezzogiorno ha studiato danza per 17 anni e avrebbe voluto che il padre potesse assistere alla sua maturità artistica.
Sul set nei panni della madre di Dalla
A Bologna sono in corso le riprese di Lucio, film dedicato a Lucio Dalla. Le strade della città sono state trasformate con comparse e ambientazioni ispirate agli anni Settanta e Ottanta; Mezzogiorno interpreta la madre del cantautore.
Il personaggio viene presentato come una donna fuori dagli schemi per l’epoca: ebbe un figlio a 42 anni, lo crebbe da sola dopo la morte del padre di Lucio e sostenne con determinazione la sua formazione musicale. Fu lei, secondo il racconto dell’attrice, a incoraggiarlo quando lui stesso dubitava delle proprie capacità, accompagnandolo verso Sanremo e favorendo il contratto con Gino Paoli.
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