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Spettacolo 1 min di lettura1 ora fa

Gassmann sostiene i giovani: studio e casa non possono aspettare

L’attore presenta Figli perduti, opera prima ispirata alla comunità Kayros e al lavoro di Don Claudio Burgio con ragazzi detenuti.

Alessandro Gassmann rinnova il suo impegno per il cinema d’esordio e per le storie capaci di portare al centro temi sociali. L’occasione è Figli perduti, film in concorso ad Alice nella città e atteso prossimamente nelle sale con Medusa.

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Un film nato dall’impegno sociale

L’opera prima racconta una vicenda reale legata alla comunità Kayros, fondata da Don Claudio Burgio. La struttura offre sostegno a ragazzi che hanno avuto esperienze con il carcere, mettendo in luce le loro difficoltà e il percorso di recupero.

Il progetto si inserisce nella scelta di Gassmann di collaborare con registi esordienti e produzioni giovani. Secondo l’attore, il cinema può contribuire a dare attenzione a questioni che spesso restano ai margini del dibattito pubblico.

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Gassmann accanto ai ragazzi

Nel presentare il film, Gassmann ha ribadito la propria vicinanza ai giovani che protestano per ottenere condizioni più accessibili nello studio e nell’abitare. Per l’attore, casa e istruzione devono essere considerate diritti da tutelare e garantire.

Figli perduti arriva così ad Alice nella città con una doppia identità: da una parte il racconto di una realtà concreta, dall’altra il debutto di una squadra anagraficamente molto giovane. Il film, infatti, è stato realizzato con un’età media inferiore ai trent’anni e proseguirà il suo percorso con l’uscita nei cinema.

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