Melania Rea, il caso torna in tv: tutto quello che arriva alla Festa di Roma
Maria Esposito guida una nuova serie sul delitto di Melania Rea, mentre il programma propone anche i biopic su Stallone e il viaggio di Kasia Smutniak in Mustang.
La storia di Melania Rea torna al centro dell’attenzione con una nuova serie presentata alla Festa di Roma. Il corpo della ventinovenne fu trovato il 20 aprile 2011 in un’area boschiva di Ripe di Civitella, nel parco nazionale d’Abruzzo, non distante dalla sua abitazione. Il caso coinvolse il marito Salvatore Parolisi e la loro figlia Vittoria, che aveva 18 mesi, diventando una delle vicende giudiziarie più discusse degli ultimi anni.
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Il delitto che ha segnato l’Italia
La produzione di Hbo Max, diretta da Stefano Mordini, affida il ruolo principale a Maria Esposito, conosciuta dal pubblico per il personaggio di Rosa Ricci in Mare fuori. La serie ricostruisce un’indagine che ebbe un’enorme risonanza mediatica e che contribuì a portare nel dibattito pubblico la violenza contro le donne e la definizione di femminicidio.
L’appuntamento dedicato a Melania Rea si inserisce in una giornata particolarmente ricca della Festa di Roma, con opere molto diverse tra loro e numerosi incontri. Tra i titoli più attesi ci sono anche il racconto dell’esordio di Sylvester Stallone e il documentario personale realizzato da Kasia Smutniak.
Smutniak ritorna nel Mustang
In Mustang, Kasia Smutniak riapre il capitolo del viaggio compiuto nel 2003 con Pietro Taricone. All’epoca i due si frequentavano da poco e decisero di attraversare il Mustang, nel Nepal settentrionale, portando con sé soltanto uno zaino e una videocamera di piccole dimensioni.
Quelle immagini raccontano un territorio lontano dalle strade e rimasto quasi fermo nel tempo. Durante il viaggio, la coppia si promise di tornare per contribuire alla tutela della cultura locale, ma gli eventi impedirono loro di mantenere quel progetto insieme. Anni dopo, la figlia Sophie ha ritrovato quei filmati e anche le riprese dei successivi viaggi effettuati da Smutniak con lei, quando era bambina.
Stallone prima della fama
Tra gli appuntamenti della giornata figura anche I play Rocky, film diretto da Peter Farrelly e dedicato agli anni in cui Sylvester Stallone cercava di affermarsi come autore e interprete. La vicenda segue la nascita del progetto destinato a trasformarlo in una celebrità internazionale e il percorso che portò alla realizzazione di Rocky.
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A interpretare il giovane Stallone è Anthony Ippolito, mentre Matt Dillon veste i panni del padre. Il film è indicato tra le opere più accreditate nella corsa agli Oscar, aggiungendo un ulteriore elemento di interesse alla proiezione romana.
Il dramma familiare di Fjord
Cristian Mungiu presenta inoltre Fjord, dramma giudiziario ispirato a una vicenda reale e premiato con la Palma d’oro a Cannes. La storia è ambientata in Norvegia e mette in discussione l’immagine di una società considerata aperta e tollerante.
Al centro ci sono i Gheorghiu, famiglia composta da un padre romeno, una madre norvegese e cinque figli. Dopo il trasferimento in un piccolo centro affacciato su un fiordo, l’equilibrio si spezza quando Elia arriva a scuola con segni sul corpo: l’intervento dei servizi sociali porta all’accusa di maltrattamenti e all’allontanamento dei bambini, mentre il procedimento giudiziario modifica progressivamente il punto di vista dello spettatore.
Sebastian Stan interpreta il padre, dopo il ruolo del giovane Donald Trump in The Apprentice. La madre è invece Renate Reinsve, premiata come migliore attrice a Cannes per Sentimental Value.
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