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Spettacolo 2 min di lettura3 nov

Elisa racconta la violenza subita a otto anni da bambina

La cantautrice collega il trauma, la separazione da Andrea Rigonat e il percorso creativo del disco Kintsugi

Elisa Toffoli ha raccontato di aver subito una violenza sessuale quando aveva otto anni. La cantautrice ha parlato anche della separazione da Andrea Rigonat e della nascita del nuovo album Kintsugi.

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Il trauma raccontato dopo anni

In un’intervista al Corriere della Sera, Elisa ha spiegato di aver custodito a lungo quella ferita prima di riuscire a nominarla. «Da piccola ho subito una violenza sessuale. Avevo otto anni», ha detto, aggiungendo che l’esperienza «mi ha segnata per sempre».

La cantante ha riferito di aver trovato il coraggio di parlarne con la madre soltanto molti anni dopo. A 48 anni ha poi deciso di rivolgersi a un terapeuta, iniziando un percorso per affrontare il dolore e ridimensionare il senso di colpa legato a ciò che aveva subito.


L’impegno contro il senso di colpa

Elisa ha spiegato di stare imparando a non attribuirsi responsabilità per la violenza. Il lavoro personale, ha osservato, non cancella le ferite, ma può aiutare a riconoscere loro un posto diverso nella propria storia.

La cantautrice ha inoltre rivolto il pensiero a tutte le persone che hanno vissuto esperienze simili, comprese ragazze, donne e ragazzi. Il suo sostegno passa anche dalla musica e dall’attività con Una, nessuna centomila, movimento che ha contribuito a fondare.

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La separazione e il nuovo album

Kintsugi è nato anche dopo la fine del matrimonio con Andrea Rigonat. La rottura, ha raccontato Elisa, è arrivata a settembre dell’anno scorso, dopo 17 anni trascorsi insieme e con dei figli. La separazione l’ha spinta a interrogarsi su aspetti della propria vita che non aveva mai affrontato apertamente.

Per un periodo la cantautrice ha pensato di allontanarsi dalla musica e di proteggersi dal mondo. La scrittura si era fermata perché non voleva avvicinarsi a verità dolorose; in seguito, però, ha ritrovato energia e libertà personale e artistica.


Il progetto Kintsugi

Il disco uscirà il 27 novembre e prende il nome dall’arte giapponese associata alla riparazione delle ceramiche spezzate. Elisa ha descritto il progetto come il risultato di una crisi individuale attraversata senza nascondere le fratture.

Dallo stesso percorso è nato anche un film omonimo, presentato alla Festa del cinema di Roma. «È da tutte quelle crepe che esce la tua luce», ha dichiarato la cantante parlando del significato attribuito al nuovo lavoro.

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