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Spettacolo 3 min di lettura10 ore fa

Dal carro armato al grande schermo: il ritorno dei Serenissimi

Il regista di Le città di pianura trasforma l’irruzione veneziana del 1997 in un film, tra velleità indipendentiste, paradossi e un secondo tentativo fallito.

A più di dieci anni dall’azione del 1997, due dei protagonisti tentarono di rimettere in piedi un piano simile: questa volta il mezzo da convertire in carro armato era uno scavatore. Una segnalazione anonima fece però saltare il progetto prima che potesse cominciare e portò all’arresto dei due uomini. È anche da questo episodio che nasce la domanda su quanto spazio avrà nel film il regista Sossai, intenzionato a riportare sullo schermo la vicenda dei Serenissimi.


Un’epilogo ancora da raccontare

Il possibile film potrebbe fermarsi all’occupazione di Piazza San Marco oppure includere anche quel tentativo successivo. Nel secondo caso, la storia avrebbe una coda ulteriore rispetto alla notte veneziana, già diventata uno degli episodi più singolari dell’indipendentismo veneto.

Il progetto cinematografico, indicato con il titolo “T”, arriva dopo il successo di “Le città di pianura”, opera firmata dallo stesso regista e pluripremiata. La nuova pellicola guarda a un gruppo di uomini convinti di poter trasformare un gesto dimostrativo in un passaggio decisivo verso l’autonomia del Veneto.


Pene contenute, polemiche durature

L’azione si concluse senza la catastrofe minacciata dai suoi protagonisti. I nove imputati ricevettero condanne relativamente limitate e soltanto alcuni trascorsero diversi anni in carcere; in sede giudiziaria vennero ridimensionate sia la loro effettiva pericolosità sia la possibilità concreta di portare a termine i propositi annunciati.

Sul piano politico, la vicenda alimentò accuse incrociate. Alcuni attribuirono alla Lega una responsabilità nell’aver favorito quel clima, mentre il partito respinse le contestazioni evocando persino possibili infiltrazioni dei servizi segreti. Il dibattito, tuttavia, si spense rapidamente e lasciò il posto ad altre controversie parlamentari.


La farsa che ispirò il cinema

Prima ancora che il cinema italiano si interessasse ai Serenissimi, la loro storia era stata riletta in Giappone attraverso il manga “Gunslinger Man”. In quella versione, l’impresa del carro armato veneziano assumeva tinte più cruente e drammatiche rispetto a ciò che accadde davvero.

Chi assistette agli eventi descrisse invece una situazione molto più vicina alla commedia all’italiana. I sedicenti patrioti del Nord apparvero come una formazione improvvisata, animata da convinzioni politiche reali ma priva degli strumenti necessari per trasformare la propria iniziativa in una vera insurrezione.

Il film “T” può così muoversi tra l’assurdità dell’impresa e il contesto che la rese possibile. Nella seconda metà degli anni Novanta, accanto alla Lega Nord, si erano sviluppati gruppi ancora più radicali nel rivendicare l’identità e l’autonomia delle regioni settentrionali.

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Il piano dei nove uomini

La notte dell’8 maggio 1997, nove veneti, in gran parte padovani, salirono su un traghetto diretto verso Venezia. Con loro viaggiava un veicolo modificato artigianalmente per sembrare un mezzo corazzato: gli altri passeggeri non sapevano che quel camion nascondeva il fulcro dell’operazione.

A metà della traversata il gruppo mostrò vecchi fucili mitragliatori MAB 38, armi risalenti anche alla Seconda Guerra Mondiale, e costrinse l’equipaggio a cambiare rotta. L’obiettivo era raggiungere Piazza San Marco, dove il mezzo venne collocato davanti al campanile.

Uno degli uomini salì poi sulla struttura, allora circondata da impalcature per i lavori di restauro, e issò la bandiera con il leone alato della Repubblica di Venezia. Il gesto voleva comunicare che i veneti si erano riappropriati simbolicamente della città e che da lì avrebbe potuto prendere forma un progetto indipendentista.


Dodici ore sotto i riflettori

I protagonisti avevano previsto di rimanere sul campanile fino al 12 maggio 1997, data del bicentenario della resa di Venezia. Ben presto, però, apparve evidente che le loro risorse erano scarse e che la minaccia di far saltare il campanile non corrispondeva alle loro reali capacità.

L’episodio durò circa dieci o dodici ore, ma attirò l’attenzione internazionale. Anche la CNN inviò giornalisti per raccontare l’occupazione, mentre i Serenissimi intervennero sulle frequenze radiofoniche locali per trasmettere i propri notiziari sui televisori della zona.

Alle 8 del 9 maggio il Gruppo di Intervento Speciale dei Carabinieri entrò in azione. Il mezzo, ormai identificato da tutti come “El Tanko”, venne neutralizzato rapidamente; l’intervento sul campanile richiese invece più tempo, prima di consentire il disarmo degli uomini rimasti arroccati nella struttura.

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