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Spettacolo 2 min di lettura1 ora fa

Clementino e Rocco Hunt, il rap che guarda al Sud: album e concerto

I due artisti campani pubblicano un disco insieme il 6 novembre e annunciano un appuntamento a Napoli nel 2027, tra ironia, lavoro e responsabilità sociale.

Clementino e Rocco Hunt hanno scelto di unire le proprie voci in un nuovo album, in uscita il 6 novembre. Il progetto nasce dal rapporto stretto tra due artisti campani che condividono amicizia, percorso musicale e un legame profondo con il Mezzogiorno.

Oltre al disco, il duo ha già fissato un appuntamento dal vivo a Napoli nel 2027. La collaborazione si sviluppa così tra musica, ricordi comuni e attenzione verso una realtà meridionale che, secondo i due rapper, continua a fare i conti con difficoltà sociali e lavorative.

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Due amici diventati riferimenti

Clementino, 43 anni, arriva da Nola, mentre Rocco Hunt, 31 anni, è originario di Salerno. Entrambi hanno costruito la propria identità artistica partendo dalla strada e sono ormai considerati figure di riferimento del rap italiano.

Il loro rapporto è segnato anche da una forte complicità personale e da esperienze condivise, tra cui la partecipazione a The Voice. Per descrivere il modo in cui stanno insieme, i due scherzano definendosi «i Totò e Peppino del rap», richiamando una coppia celebre per ironia e affiatamento.

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Il messaggio oltre le battute

Dietro il tono leggero, Clementino e Rocco Hunt affidano alla musica un messaggio preciso. «Abbiamo vissuto la strada, vogliamo essere un esempio», spiegano, collegando il proprio percorso alla possibilità di trasmettere ai più giovani un modello fondato sull'impegno.

La loro posizione riguarda anche il tema del lavoro e delle condizioni del Sud. «Il Sud soffre ancora, siamo dalla parte dei lavoratori», hanno affermato, sottolineando una vicinanza a chi vive ogni giorno le difficoltà economiche e sociali del territorio.

L'album del 6 novembre sarà quindi il primo passaggio di un progetto comune che troverà un altro momento importante nel concerto previsto a Napoli nel 2027. In mezzo restano l'ironia dei due artisti, la storia condivisa e l'idea di un rap legato all'umiltà e al lavoro, non alla violenza.

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