Amanda Seyfried, il sogno italiano: «Imparerei la lingua per un film
Nel corto Discipline l’attrice americana torna a lavorare con Mona Fastvold e racconta il legame creativo, la moda al cinema e il desiderio di recitare in Italia.
Per Amanda Seyfried la libertà può durare anche meno di un minuto, se affidata a un gesto, a un volto finalmente visibile e a un corpo che smette di obbedire. È ciò che accade in Discipline, cortometraggio numero 31 della serie Miu Miu Women’s Tales, diretto da Mona Fastvold: una ragazza-marionetta abbandona un collegio oppressivo e lascia alle spalle disciplina, uniformi e controllo.
Il progetto rappresenta un nuovo capitolo della collaborazione tra l’attrice statunitense e la regista norvegese, già legate dal lavoro su Il testamento di Ann Lee. Seyfried, inoltre, non nasconde il desiderio di tornare a girare in Italia, anche affrontando la lingua: «Imparerei l’italiano per fare un film da voi», ha raccontato parlando del rapporto con il nostro cinema.
Una fuga che diventa rinascita
In Discipline la presenza di Seyfried è concentrata in una sequenza breve, costruita attorno alla fuga di una figura priva di volto da un ambiente che impone regole fisiche ed educative. La ragazza si libera degli abiti prescritti, scioglie il corpo e corre verso una meta non definita, ma carica di possibilità.
L’attrice ha spiegato che il personaggio può essere letto anche come il simbolo del passaggio dall’adolescenza all’età adulta. La serenità mostrata sullo schermo, tuttavia, contrastava con le condizioni del set: le riprese si sono svolte in autunno, con temperature quasi invernali. La scena che appare come un unico movimento è stata ottenuta assemblando più segmenti, grazie al lavoro di raccordo della regista.
Con Fastvold fiducia e rischio
Seyfried conosce Fastvold da quando aveva circa 20 anni, ma il primo incontro professionale è arrivato con The Crowded Room, serie Apple TV del 2023 realizzata anche con Brady Corbet, marito della regista. Nel tempo, la frequentazione è diventata un’amicizia fondata su sensibilità condivise, età simile e una piena sintonia creativa.
Durante la lavorazione di Ann Lee, l’attrice ha persino chiamato Fastvold “mother”, sia per il ruolo protettivo che può avere una regista sia per la sicurezza avvertita sul set. A Venezia, nel corso delle Giornate degli Autori dell’83a edizione della Mostra del cinema, Seyfried ha definito Discipline «un bonus track» del musical Il testamento di Ann Lee. Anche in questo caso è coinvolta Celia Rowlson Hall, coreografa del film dedicato alla fondatrice degli Shakers.
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Gli abiti raccontano chi siamo
Il cortometraggio affronta temi come l’internamento, l’autoritarismo e la manipolazione, ma affida una parte decisiva del racconto proprio ai costumi. La divisa del collegio non è un semplice elemento scenografico: stabilisce l’identità della ragazza e rende visibile il sistema che la tiene prigioniera.
Per Seyfried, moda e cinema sono inseparabili perché gli abiti contribuiscono a definire i personaggi quanto la recitazione o la scenografia. «La moda è da considerare alla stregua di un personaggio», ha detto, ricordando che colori, calzature e materiali orientano lo sguardo dello spettatore e aiutano a comprendere chi abbiamo davanti.
Il legame con Miu Miu e l’Italia
Questa è la prima partecipazione dell’attrice a un corto di Women’s Tales, ma il rapporto con Miu Miu risale a una campagna realizzata molti anni fa. Seyfried ricorda quel periodo con affetto e considera il marchio una presenza ormai familiare nella propria carriera.
L’idea di lavorare nuovamente in Italia la entusiasma. Dopo Padri e figlie, diretto da Gabriele Muccino nel 2015 e girato in inglese, sarebbe pronta a studiare la nostra lingua per un nuovo progetto: «Recitare in un’altra lingua fa funzionare il cervello in modo diverso», ha osservato. Nel suo ricordo restano anche Letters to Juliet, girato nel 2010 tra Verona e Toscana, i rapporti con la troupe, i paesaggi e i viaggi in treno verso Venezia. Per ora non è arrivata una proposta, ma l’attrice ha lasciato aperta la porta a un ritorno.
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