Amadeus, il retroscena su Discovery e la stoccata a chi subentra
Il conduttore racconta perché l’esperienza con Discovery non è decollata, mentre prepara il ruolo inedito ad Amici e chiarisce che un ritorno in Rai non è imminente.
Dopo mesi di riserbo, Amadeus ha scelto di spiegare perché l’intesa con Discovery non ha prodotto i risultati sperati. In un’intervista a Chi, il conduttore ha collegato la sua difficoltà soprattutto al crollo di ascolti, parlando del passaggio da un dato enorme a uno quasi simbolico.
Il flop con Discovery raccontato senza filtri
«Quando passi nel giro di pochi mesi dal 72% di share al 2%, se non hai una tua autostima, se non sei sereno, se non hai una famiglia vicino e pensi che la tua vita sia solo lo share e la televisione, non ce la fai psicologicamente», ha detto, aggiungendo che quel percorso si è rivelato più complicato del previsto. Secondo lui, il pubblico del Nove e il suo modo di lavorare non si sono mai davvero incrociati.
Rai lontana, ma non cancellata
L’ipotesi di un rientro al servizio pubblico, spinta anche dall’amico Fiorello, per ora resta sullo sfondo. Amadeus non la esclude in assoluto, ma ha chiarito che al momento non è un passaggio all’ordine del giorno. Nel frattempo, fino a giugno sarà impegnato ad Amici, dove assumerà un ruolo nuovo.
«Sarò commissario tecnico», ha spiegato riferendosi alla sua presenza nel talent di Maria De Filippi. Ha raccontato di aver accettato perché considerava quell’incarico un’esperienza diversa, da affrontare con rispetto per i ragazzi e con l’idea che al loro posto potrebbero esserci i suoi figli. Ha anche ringraziato De Filippi per averlo fatto sentire subito a casa.
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La frecciata a chi eredita i programmi
Sul capitolo Rai, però, il conduttore ha preferito non soffermarsi troppo. Ha precisato di aver lavorato con dirigenti di ogni orientamento, sostenendo che per lui contino soprattutto competenza e affinità. Poi è arrivato il passaggio più pungente, rivolto a chi subentra in uno show già avviato.
«Altri prendono il tuo posto e continuano ad avere successo con un programma già lanciato, mentre tu magari ricominci da capo», ha osservato, con un riferimento evidente a Stefano De Martino. Amadeus ha comunque aggiunto che si tratta di una dinamica normale nel suo ambiente e che, per questo, è fondamentale difendere i programmi che si conducono oltre la soglia dei quattro anni.
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