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Spettacolo 3 min di lettura6 giorni fa

Alfa e il sogno Sanremo: la frase su Olivia Rodrigo che fa rumore

All’Arena di Verona il cantautore genovese ha trasformato la prima volta nel suo tempio in una festa con la famiglia, anticipando il nuovo album e lasciando aperta una porta su Sanremo.

L’emozione, più del successo, è stata la chiave della serata di Alfa all’Arena di Verona. Il passaggio più intenso è arrivato all’inizio, quando il padre è salito sul palco, gli ha consegnato la chitarra e lo ha incoraggiato con un semplice “Vai”, un gesto che ha dato il tono a tutto il concerto di mercoledì 23 settembre.

Per il cantautore genovese era la prima volta nel palcoscenico veronese pieno in ogni ordine di posti. E proprio da lì ha preso forma uno spettacolo costruito sull’idea che la musica, prima ancora delle classifiche, sia una scelta personale difesa con tenacia da tutta la famiglia.


Un padre sul palco per raccontare l’inizio

L’apertura affidata al genitore non è stata un dettaglio ornamentale, ma una sorta di prologo emotivo. Il padre ha ricordato che, quando Alfa annunciò di voler fare della musica il suo lavoro, in casa non ci fu un entusiasmo immediato. Col tempo, però, la famiglia ha imparato ad accompagnarlo senza imporre una direzione diversa.

Alfa ha spiegato che l’idea gli è venuta dopo aver visto un numero simile in uno spettacolo di Marcello Hernàndez su Netflix, dove la madre introduce il figlio dal palco. Quella scena, ha raccontato, lo aveva colpito al punto da spingerlo a immaginare la stessa formula per il suo show.

Il cantante ha detto di aver chiesto al padre di leggere con calma, perché il dialetto genovese può mangiare le parole e l’emozione rischiava di accelerare tutto. Il risultato, ha lasciato intendere, era una parte molto personale che lui stesso non aveva voluto ascoltare per intero prima della serata.


Tempo, crescita e un nuovo disco

Il filo narrativo del concerto è passato anche dalle riflessioni sul tempo. Alfa ha ammesso di vivere un rapporto complicato con lo scorrere dei mesi: da un lato la fretta di crescere e dimostrare qualcosa, dall’altro la consapevolezza che serve procedere al proprio ritmo. Da questa idea è nato il nuovo album, Tempo al Tempo, annunciato insieme al tour nei palazzetti del 2027.

Sul palco è arrivata anche l’anteprima del primo brano estratto dal disco, Eri solo da incontrare. Nel frattempo, la scaletta ha mescolato leggerezza e costruzione scenica: la band ha suonato e ballato, ha accompagnato Alfa in una versione molto più ampia rispetto ai tour precedenti e ha condiviso momenti con la banda Arrigo Boito di Verona.

Tra gli elementi più curati ci sono stati i visual con i musicisti e il cantautore da bambini, affiancati alle immagini riprese dal vivo. Su Bellissimissima è comparsa anche una gag con uno steward, mentre non è mancato un passaggio su Bella di Jovanotti. In chiusura, poi, il tributo a Gino Paoli con Sapore di sale, nel giorno del suo compleanno.


La canzone simbolo e il pensiero a Sanremo

Tra i ricordi più forti, Alfa ha ribadito il peso di Cin Cin, il brano che nel 2019 gli cambiò la vita. Ha raccontato di aver litigato a lungo con quella canzone, proprio perché per anni tutti continuavano a chiedergliela. Poi, con il tempo, è riuscito a costruire un percorso più ampio e a non restare prigioniero di un solo successo.

Per questo ha detto che la canterà sempre per ultima, finché farà questo mestiere. Una scelta che, nel contesto della serata, ha funzionato anche come dichiarazione d’identità: riconoscere da dove tutto è partito senza fermarsi lì.

Alla domanda su Sanremo, il cantante non si è sbilanciato oltre misura. Ha spiegato che sarebbe bello tornarci, ma ha anche scherzato sul fatto che la persona giusta a cui chiedere non sia lui. E poi ha aggiunto che, se al Festival dovesse esserci Olivia Rodrigo, in gara o fuori gara, troverebbe comunque il modo di farsi trovare lì.

Prima di tutto questo, però, è arrivato il brindisi finale sul palco. Alfa lo ha riassunto con una frase netta: “Questo è il concerto più bello della mia vita”. Un’affermazione che, dopo il debutto all’Arena e la presenza del padre, suona come il punto più alto di una storia iniziata in cameretta e approdata in uno degli spazi più simbolici della musica italiana.

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