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Spettacolo 2 min di lettura6 ott

17 storie dal Medio Oriente: il cinema che sfida il presente

Middle East Now porta su MYmovies ONE una selezione di film e cortometraggi dedicati a resistenza, memoria e cambiamento, disponibile fino al 13 ottobre.

Diciassette opere aprono altrettante prospettive su un’area attraversata da conflitti, trasformazioni e desiderio di futuro. La selezione di Middle East Now invita a entrare in racconti capaci di restare nella memoria, tra esperienze personali e interrogativi collettivi.


Corti, vite sospese e futuro

Accanto ai lungometraggi trovano spazio diversi cortometraggi ambientati in Iran, Egitto, Libano, Palestina e in altri Paesi della regione. Sono frammenti di esistenze quotidiane, segnati dalla fatica ma anche dalla capacità di immaginare un domani diverso.

Il programma riunisce linguaggi e punti di vista differenti, senza rinunciare alla complessità del presente. Ogni storia diventa così una piccola apertura sul mondo contemporaneo, dove la resistenza passa anche attraverso gesti intimi, ironia e creatività.


Le storie che attraversano i confini

Tra i titoli proposti c’è Palestine Comedy Club di A. Aliabdallah, dedicato a sei comici palestinesi impegnati in una tournée tra barriere, posti di controllo e documenti che cambiano da un confine all’altro. La comicità diventa il modo con cui affrontare una realtà segnata dalla divisione, senza perdere la forza di provocare e sorridere.

House of Hope, documentario premiato diretto da Marjolein Busstra, conduce invece all’interno di una scuola elementare Waldorf. Qui l’arte e la scelta della non violenza aiutano i bambini a confrontarsi con le ferite lasciate dai traumi.

Il Libano è al centro di The Silence of the Plain, racconto personale di Zeina Sfeir sull’infanzia vissuta tra guerra e paura. Il film osserva anche gli effetti che l’assenza di una riconciliazione autentica continua ad avere sulla società del Paese.

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Con Souraya Mon Amour, Nicolas Khoury affronta il rapporto tra sentimento, lutto e ricordo, legandolo alla figura del grande regista Maroun Baghdadi. Dall’Afghanistan arriva invece Writing Hawa, firmato da Najiba Noori e Rasul Noori: il documentario segue Hawa, che a 40 anni impara a leggere e scrivere, mentre il ritorno dei talebani mette in discussione i suoi progetti.


Radical Movements, oltre la cronaca

Il filo comune della proposta è Radical Movements, espressione che comprende tanto le mobilitazioni sociali e politiche quanto i cambiamenti interiori raccontati con una sensibilità poetica. I film si confrontano con memoria, trauma e speranza, cercando prospettive lontane dalle rappresentazioni convenzionali.

Il percorso attraversa Libano, Palestina, Iran e Afghanistan e restituisce voci diverse del Medio Oriente e del Nord Africa. In questa prospettiva, il cinema non è soltanto testimonianza: diventa uno spazio di libertà e uno strumento per mettere in discussione ciò che sembra immutabile.


Il festival arriva in streaming

La rassegna di Middle East Now è disponibile nella sala virtuale di MYmovies ONE, con una selezione esclusiva di film lunghi e opere brevi. La visione online resterà accessibile fino al 13 ottobre, offrendo al pubblico la possibilità di recuperare titoli legati al festival fiorentino dedicato al Medio Oriente.

Il progetto porta sullo schermo racconti capaci di intrecciare dimensione privata e storia collettiva. Ne emerge un mosaico di esperienze in movimento, nel quale la memoria del passato convive con la ricerca di nuove forme di resistenza.

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